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Folgore da San Gimignano – Cosí faceste voi o guerra o pace

Cosí faceste voi o guerra o pace,
guelfi, sí come siete in devisione,
ché in voi non regna ponto di ragione,
lo mal pur cresce e ‘l ben s’ammorta e tace.

E l’uno contra l’altro isguarda e spiace
lo suo essere e stato e condizione;
fra voi regna il pugliese e ‘l Ganellone,
e ciascun soffia nel fuoco penace.

Non vi ricorda di Montecatini,
come le mogli e le madri dolenti
fan vedovaggio per gli ghibellini?

E babbi, frati, figliuoli e parenti,
e chi amasse bene i suoi vicini,
combatterebbe ancora a stretti denti.

Antonia Pozzi – Pace

Ascolta:
come sono vicine le campane!
Vedi: i pioppi, nel viale, si protendono
per abbracciarne il suono. Ogni rintocco
è una carezza fonda, un vellutato
manto di pace, sceso dalla notte
ad avvolger la casa e la mia vita.
Ogni cosa, d’intorno, è grande e ombrosa
come tutti i ricordi dell’infanzia.
Dammi la mano: so quanto ha doluto,
sotto i miei baci, la tua mano. Dammela.
Questa sera non m’ardono le labbra.
Camminiamo così: la strada è lunga.
Leggo per un gran tratto nel futuro
come sul foglio che mi sta dinnanzi:
poi, la visione cade bruscamente
nel buio dell’ignoto, come questa
pagina bianca, che si rompe, netta,
sul panno scuro della scrivania.
Ma vieni: camminiamo: anche l’ignoto
non mi spaventa, se ti son vicina.
Tu mi fai buona e bianca come un bimbo
che dice le preghiere e s’addormenta.

Francesco Petrarca – Che fai alma? che pensi? avrem mai pace?

– Che fai alma? che pensi? avrem mai pace?
avrem mai tregua? od avrem guerra eterna? –
– Che fia di noi, non so; ma, in quel ch’io scerna,
a’ suoi begli occhi il mal nostro non piace. –

– Che pro, se con quelli occhi ella ne face
di state un ghiaccio, un foco quando inverna? –
– Ella non, ma colui che gli governa. –
– Questo ch’è a noi, s’ella s’el vede, et tace? –

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Francesco Petrarca – Pace non trovo, et non ò da far guerra

Pace non trovo, et non ò da far guerra;
e temo, et spero; et ardo, et son un ghiaccio;
et volo sopra ‘l cielo, et giaccio in terra;
et nulla stringo, et tutto ‘l mondo abbraccio.

Tal m’à in pregion, che non m’apre né serra,
né per suo mi riten né scioglie il laccio;
et non m’ancide Amore, et non mi sferra,
né mi vuol vivo, né mi trae d’impaccio.

Veggio senza occhi, et non ò lingua et grido;
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