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Giovanni Pascoli – I puffini dell’Adriatico – Tra cielo e mare (un rigo di carmino

Tra cielo e mare (un rigo di carmino
recide intorno l’acque marezzate)
parlano. È un’alba cerula d’estate:
non una randa in tutto quel turchino.

Pur voci reca il soffio del garbino
con ozïose e tremule risate.
Sono i puffini: su le mute ondate
pende quel chiacchiericcio mattutino.

Sembra un vociare, per la calma, fioco,
di marinai, ch’ad ora ad ora giunga
tra ‘l fievole sciacquìo della risacca;

quando, stagliate dentro l’oro e il fuoco,
le paranzelle in una riga lunga
dondolano sul mar liscio Continua la lettura di Giovanni PascoliI puffini dell’Adriatico – Tra cielo e mare (un rigo di carmino

Giovanni Pascoli – Anniversario – Sappi-e forse lo sai, nel camposanto-

Sappi-e forse lo sai, nel camposanto-
la bimba dalle lunghe anella d’oro,
e l’altra che fu l’ultimo tuo pianto,
sappi ch’io le raccolsi e che le adoro.

Per lor ripresi il mio coraggio affranto,
e mi detersi l’anima per loro:
hanno un tetto, hanno un nido, ora, mio vanto;
e l’amor mio le nutre e il mio lavoro.

Non son felici, sappi, ma serene:
il lor sorriso ha una tristezza pia:
io le guardo-o mia sola erma famiglia !-

sempre a Continua la lettura di Giovanni PascoliAnniversario – Sappi-e forse lo sai, nel camposanto-

Giovanni Pascoli – Il fonte – Mentre con lieve strepito perenne

Mentre con lieve strepito perenne
geme tra il caprifoglio una fontana,
trema un trotto tranquillo, e s’allontana
per le fatate rilucenti Ardenne.

Qui pontò i piedi e s’alzò sulle penne
quell’Ippogrifo, qui stallò l’Alfana:
Brigliadoro dall’India Sericana
in questo trebbio il lungo error sostenne:

che qui l’abbeverava il paladino,
e meditava al mormorio del fonte
senza piegar la ferrea persona:

poi seguì la sua corsa e il suo destino;
così che intorno per la valle e il monte
ancor la notte il trotto ne Continua la lettura di Giovanni PascoliIl fonte – Mentre con lieve strepito perenne

Giovanni Pascoli – Il bosco – O vecchio bosco pieno d’albatrelli

O vecchio bosco pieno d’albatrelli,
che sai di funghi e spiri la malìa,
cui tutto io già scampanellare udia
di cicale invisibili e d’uccelli:

in te vivono i fauni ridarelli
ch’hanno le sussurranti aure in balìa;
vive la ninfa, e i passi lenti spia,
bionda tra le interrotte ombre i capelli.

Di ninfe albeggia in mezzo alla ramaglia
or sì or no, che se il desio le vinca,
l’occhio alcuna ne attinge, e il sol le bacia.

Dileguano; e pur viva è Continua la lettura di Giovanni PascoliIl bosco – O vecchio bosco pieno d’albatrelli

Giovanni Pascoli – Il maniero – Te sovente, o tra boschi arduo maniero

Te sovente, o tra boschi arduo maniero,
popolai di baroni e di vassalli,
mentre i falchetti udia squittio su’ gialli
merli e radendo il baluardo nero.

Pei vetri un lume trascorrea leggiero,
e nitrivano fervidi i cavalli:
a uno squillo che uscia giù dalle valli,
apria le imposte il maggiordomo austero;

e nel fosso stridea la fragorosa
saracinesca. Or tu, canto divino,
sceso con l’ombre nel mio cuor cadenti,

dove sei? Di tramonti, ora, pensosa,
là sur un torvo giogo d’Apennino
qualch’elce nera lo Continua la lettura di Giovanni PascoliIl maniero – Te sovente, o tra boschi arduo maniero

Giovanni Pascoli – Rio Salto – Lo so: non era nella valle fonda

Lo so: non era nella valle fonda
suon che s’udia di palafreni andanti:
era l’acqua che giù dalle stillanti
tegole a furia percotea la gronda.

Pur via e via per l’infinita sponda
passar vedevo i cavalieri erranti;
scorgevo le corazze luccicanti,
scorgevo l’ombra galoppar sull’onda.

Cessato il vento poi, non di galoppi
il suono udivo, né vedea tremando
fughe remote al dubitoso lume;

ma voi solo vedevo, amici pioppi!
Brusivano soave tentennando
lungo la sponda del mio dolce fiume.

Giovanni Pascoli – Anniversario – Sono più di trent’anni e di queste ore

Sono più di trent’anni e di queste ore,
mamma, tu con dolor m’hai partorito;
ed il mio nuovo piccolo vagito
t’addolorava più del tuo dolore.

Poi tra il dolore sempre ed il timore,
o dolce madre, m’hai di te nutrito:
e quando fui del corpo tuo vestito,
quand’ebbi nel mio cuor tutto il tuo cuore;

allor sei morta; e son vent’anni: un giorno!
già gli occhi materni io penso a vuoto;
il caro viso già mi si scolora,

mamma, e più non Continua la lettura di Giovanni PascoliAnniversario – Sono più di trent’anni e di queste ore