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Vittoria Colonna – Se dal dolce pensier riscuoto l’alma

Se dal dolce pensier riscuoto l’alma
Per bassi effetti dell’umana vita,
Riman dal primo suo corso smarrita
Qual nave giunta in perigliosa calma.
Or come avvien che questa grave salma
Lei sì leggiera, sì presta e spedita,
Ritiri in terra, essendo in ciel unita
Con la sua luce glorïosa ed alma?
Se lì s’appaga, si nodrisce e vive,
E l’abitar in questo carcer sempre
Le saria lunga dura e viva morte?
Com’è che ‘l minor nostro il maggior prive
Del vero oggetto? e (altro…)

Vittoria Colonna – Di gravosi pensier la turba infesta

Di gravosi pensier la turba infesta
Così combatte la mia miser’alma,
Che ‘l viver lungo e la terrena salma
Prova più grave sempre e più molesta.
E la cagion ch’al mio scampo si presta
Fu già, che d’ogni affanno chiara palma
Mi porse, or nella luce altera ed alma,
Si gode, e lascia me dogliosa e mesta.
Tempo ben fora, che dal martír vinta,
O dal soccorso suo chiamata al cielo,
Avesser fin sì lungi e amari giorni,
La propria man dal (altro…)

Vittoria Colonna – Mentre un pensier dall’altre cure sciolto

Mentre un pensier dall’altre cure sciolto
Con l’alma del comun danno si lagna,
Sì largo pianto il triste sen mi bagna,
Che forma un fonte il vivo umor raccolto;
Ove, come in un specchio, il suo bel volto
Rimiro, onde le lagrime ristagna
Quel piacer, che dall’altro mi scompagna:
Ma nè questi nè quel m’appaga molto.
La grata vista il lagrimar affrena,
E rimangon sì caldi i miei sospiri,
Ch’asciugan del già scorso pianto l’onde.
Se ciò non fusse, per la dolce (altro…)

Francesco Petrarca – Signor mio caro, ogni pensier mi tira

Signor mio caro, ogni pensier mi tira
devoto a veder voi, cui sempre veggio:
la mia fortuna (or che mi pò far peggio?)
mi tene a freno, et mi travolge et gira.
Poi quel dolce desio ch’Amor mi spira
menami a morte, ch’i’ non me n’aveggio;
et mentre i miei duo lumi indarno cheggio,
dovunque io son, dí et notte si sospira.
Carità di signore, amor di donna
son le catene ove con molti affanni
legato son, perch’io stesso mi strinsi.
Un (altro…)

Francesco Petrarca – O passi sparsi, o pensier’ vaghi et pronti

O passi sparsi, o pensier’ vaghi et pronti,
o tenace memoria, o fero ardore,
o possente desire, o debil core,
oi occhi miei, occhi non già, ma fonti!

O fronde, honor de le famose fronti,
o sola insegna al gemino valore!
O faticosa vita, o dolce errore,
che mi fate ir cercando piagge et monti!

O bel viso ove Amor inseme pose
gli sproni e ‘l fren ond’el mi punge et volve,
come a lui piace, et calcitrar non vale!

O anime (altro…)

Francesco Petrarca – Di pensier in pensier, di monte in monte

Di pensier in pensier, di monte in monte
mi guida Amor, ch’ogni segnato calle
provo contrario a la tranquilla vita.
Se ‘n solitaria piaggia, o rivo, o fonte,
se ‘nfra duo poggi siede ombrosa valle,
ivi s’acqueta l’alma sbigottita;
et come Amor l’envita,
or ride, or piange, or teme, or s’assecura;
e ‘l volto che lei segue ov’ella il mena
si turba et rasserena,
et in un esser picciol tempo dura;
onde a la vista huom di tal vita experto
diria: Questo arde, (altro…)

Francesco Petrarca – Se ‘l pensier che mi strugge

Se ‘l pensier che mi strugge,
com’è pungente et saldo,
cosí vestisse d’un color conforme,
forse tal m’arde et fugge,
ch’avria parte del caldo,
et desteriasi Amor là dov’or dorme;
men solitarie l’orme
fôran de’ miei pie’ lassi
per campagne et per colli,
men gli occhi ad ognor molli,
ardendo lei che come un ghiaccio stassi,
et non lascia in me dramma
che non sia foco et fiamma.

Però ch’Amor mi sforza
et di saver mi spoglia,
parlo in rime aspre, et di dolcezza ignude:
ma non (altro…)