Archivi tag: perché

Giacomino Pugliese, Morte, perchè m’ài fatta sì gran guerra

Morte, perchè m’ài fatta sì gran guerra,
che m’ài tolta madonna, ond’io mi doglio?
La fior de le belleze mort’ài in terra,
per che lo mondo non amo, nè voglio.
Villana morte, che non à[i] pietanza,
disparti amore e togli l’allegranza
e dài cordoglio.
La mia alegranza post’ài in gran tristanza,
chè m’ài tolto la gioia e l’alegranza,
c’avere soglio.
Solea aver sollazo e gioco e riso
più che null’altro cavalier che sia;
or n’è gita madonna in paradiso,
portòne la dolze speranza mia,
lasciòmi (altro…)

Franco Sacchetti – Basso della Penna nell’estremo della morte lascia con nuova forma ogni anno alle mosche un paniere di pere mézze, e la ragione, che ne rende, perché lo fa

Ora verrò a quella novella delle pere mézze, ed è l’ultima piacevolezza del Basso, però che fu mentre che moría. Costui venendo a morte, ed essendo di state, e la mortalità sí grande che la moglie non s’accostava al marito, e ‘l figliuolo fuggía dal padre, e ‘l fratello dal fratello, però che quella pestilenza, come sa chi l’ha veduto, s’appiccava forte, volle fare testamento; (altro…)

Vittoria Colonna – Perchè del Tauro l’infiammato corno

Perchè del Tauro l’infiammato corno
Mandi virtù, che con novei colori
Orni la terra de’ suoi vaghi fiori,
E più bello rimeni Apollo il giorno;
E perch’io veggia fonte o prato adorno
Di leggiadre alme e pargoletti amori,
O dotti spirti a’ piè de’ sacri allori
Con chiare note aprir l’aere d’intorno;
Non s’allegra il cor tristo, o punto sgombra
Della cura mortal che sempre il preme:
Sì le mie pene son tenaci e sole
Chè quanta gioja lieti amanti ingombra,
E quanto (altro…)

Michelangelo Buonarroti – Perché pur d’ora in ora mi lusinga

Perché pur d’ora in ora mi lusinga
la memoria degli occhi e la speranza,
per cui non sol son vivo, ma beato;
la forza e la ragion par che ne stringa,
Amor, natura e la mie ‘ntica usanza,
mirarvi tutto il tempo che m’è dato.
E s’i’ cangiassi stato,
vivendo in questo, in quell’altro morrei;
né pietà troverei
ove non fussin quegli.
O Dio, e’ son pur begli!
Chi non ne vive non è nato ancora;
e se verrà dipoi,
a dirlo (altro…)

Franco Sacchetti – La sorella del marchese Azzo, essendo andata a marito al giudice di Gallura, in capo di cinque anni torna vedova a casa. Il frate non la vuol vedere, perché non ha fatto figliuoli, ed essa con un motto il fa contento.

Il marchese Azzo da Esti andò cercando il contrario d’una sua sorocchia. Questo marchese credo fosse figliuolo del marchese Obizzo, e avendo una sua sorocchia da marito che, salvo il vero, ebbe nome madonna Alda, la quale maritò al giudice di Gallura; e la cagione di questo matrimonio fu che ‘l detto judice era vecchio e non avea alcun erede, né a chi legittimamente succedesse il suo; onde il marchese, credendo (altro…)