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Guittone d’Arezzo, Amor, merzede, intende s’eo ragione

Amor, merzede, intende s’eo ragione
chero davante la tua segnoria,
che for m’hai miso di mia possessione,
e messo in quella de la donna mia,
e sempre mi combatti onne stagione.
Perché lo fai, poi sono a tua balia?
Ché non fer quella, che contra te pone
suo senno e suo talento e te guerria?
Mostri che tu non se’ comun segnore,
se lei riguardi e me vuoi far morire,
o vero che non hai tanto valore.
Ben credo l’averesti in tuo (altro…)

Franco Sacchetti – Basso della Penna nell’estremo della morte lascia con nuova forma ogni anno alle mosche un paniere di pere mézze, e la ragione, che ne rende, perché lo fa

Ora verrò a quella novella delle pere mézze, ed è l’ultima piacevolezza del Basso, però che fu mentre che moría. Costui venendo a morte, ed essendo di state, e la mortalità sí grande che la moglie non s’accostava al marito, e ‘l figliuolo fuggía dal padre, e ‘l fratello dal fratello, però che quella pestilenza, come sa chi l’ha veduto, s’appiccava forte, volle fare testamento; (altro…)

Franco Sacchetti – Basso della Penna fa un convito, là dove, non mescendosi vino, quelli convitati si maravigliono, ed egli gli chiarisce con ragione, e non con vino

Questo Basso (ed è la seconda novella di quelle che io proposi in queste di sopra) in questi due mesi di sopra contati, ne’ quali era già febbricoso del male che poi morío, parve che volesse fare la cena come fece Cristo co’ discepoli suoi; e fece invitare molti suoi amici, che la tal sera venissono a mangiare con lui. La brigata tutta accettoe; e (altro…)

Lippo Pasci de’ Barbi – Io mi credeva ke ragione e fede

Io mi credeva ke ragione e fede
m’avesse luogo, in domandarti dono,
amico cu’ di cuore e voler sono,
di quanto facci prender[e] mercede;
né, se tua canoscenza non provede
in ciò, faccendo ciò ked io propono,
né già però riman, ch’i’ pur ragiono
servirti, e ‘l mi’ voler lo mi concede.
Lo qual non chiede – tuttor né dimanda,
che che fatto li sia, fuor che fermarsi
di vendicarsi di ki forte il serve.
Sì che, amico, perké tu diserve,
sermenti, onde (altro…)

Franco Sacchetti – Come Alberto, essendo per combattere con li Sanesi, si mette il cavallo innanzi, ed elli, smontato, li sta di dietro a piede, e la ragione che elli assegna quello esser il meglio.

Similmente questo Alberto in questa sua terza novella, che segue, non mi pare molto sciocco; però che essendo li Sanesi, per certa guerra che aveano co’ Perugini, assembrati per combattere, e ‘l detto Alberto essendo a cavallo tra la brigata sanese, e bene armato, scese da cavallo, e misesi il cavallo dinanzi, ed egli stava di drieto a piede. Veggendo gli altri che v’erano Alberto stare per questa forma, diceano:
– Che (altro…)