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Folgore da San Gimignano – Cosí faceste voi o guerra o pace

Cosí faceste voi o guerra o pace,
guelfi, sí come siete in devisione,
ché in voi non regna ponto di ragione,
lo mal pur cresce e ‘l ben s’ammorta e tace.

E l’uno contra l’altro isguarda e spiace
lo suo essere e stato e condizione;
fra voi regna il pugliese e ‘l Ganellone,
e ciascun soffia nel fuoco penace.

Non vi ricorda di Montecatini,
come le mogli e le madri dolenti
fan vedovaggio per gli ghibellini?

E babbi, frati, figliuoli e parenti,
e (altro…)

Folgore da San Gimignano – Guelfi, per fare scudo delle reni

Guelfi, per fare scudo delle reni,
avete fatto i conigli leoni,
e per ferir sí forte di speroni,
tenendo vòlti verso casa i freni.

E tal perisce in malvagi terreni,
che vincerebbe a dar con gli spontoni;
fatto avete le púpule falconi,
sí par che ‘vento ve ne porti e meni.

Però vi do conseglio che facciate
di quelle del pregiato re Roberto,
e rendetevi in colpa e perdonate.

Con Pisa ha fatto pace, quest’è certo;
non cura delle carni malfatate
che son remase (altro…)

Folgore da San Gimignano – Amico caro, non fiorisce ogni erba

Amico caro, non fiorisce ogni erba,
né ogni fior che par, frutto non porta;
e non è vertudiosa, ogni verba,
né ha vertú ogni pietra ch’è orta;

e tal cosa è matura e pare acerba,
e tal se par doler che se conforta;
ogni cera che par, non è soperba,
cosa è che getta fiamma e che par morta.

Però non se convien ad uomo saggio
volere adesso far d’ogn’erba fasso,
né d’ogni pietra caricarsi ‘l dosso,

né voler trar d’ogni parola (altro…)

Folgore da San Gimignano – Quando la voglia segnoreggia tanto

Quando la voglia segnoreggia tanto,
che la ragion non ha poter né loco,
ispesse volte ride l’uom di pianto
e di grave doglienza mostra gioco;

e ben seria di buon savere affranto
chi fredda neve giudicasse fòco;
simil son que’, che gioi’ mostrano e canto
di quel, onde doler devriano un poco.

Ma ben si può coralmente dolere
chi sommette ragione a voluntade
e segue senza freno suo volere;

che non è già sí ricca podestade
com’ se medesmo a dritto mantenere,
seguire pregio, (altro…)

Folgore da San Gimignano – Fior di virtú sí è gentil coraggio

Fior di virtú sí è gentil coraggio,
e frutto di virtú sí è onore,
e vaso di virtú sí è valore
e nome di virtú è uomo saggio;

e specchio di virtú non vede oltraggio
e viso di virtú, chiaro colore,
ed amor di virtú, buon servitore,
e dono di virtú, dolce lignaggio.

E letto di virtú è conoscenza,
e seggio di virtú, amor leale,
e poder di virtú è sofferenza;

e opera di virtú, esser leale,
e braccio di virtú, bella accoglienza:
tutta (altro…)

Salvatore Di Giacomo – A San Francisco

EText-No. 35800
Title: A «San Francisco» – Un atto
Author: 1934;1860;Di Giacomo, Salvatore;Giacomo, Salvatore di
Language: Italian
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Title: A «San Francisco» – Un atto
Author: 1934;1860;Di Giacomo, Salvatore;Giacomo, Salvatore di
Language: Italian
Link: 3/5/8/0/35800/35800-h/35800-h.htm

EText-No. 35800
Title: A «San Francisco» – Un atto
Author: 1934;1860;Di Giacomo, Salvatore;Giacomo, Salvatore di
Language: Italian
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EText-No. 35800
Title: A «San Francisco» – Un atto
Author: 1934;1860;Di Giacomo, Salvatore;Giacomo, Salvatore di
Language: Italian
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EText-No. 35800
Title: A «San Francisco» – Un atto
Author: 1934;1860;Di Giacomo, Salvatore;Giacomo, Salvatore di
Language: Italian
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EText-No. 35800
Title: A «San Francisco» – Un atto
Author: 1934;1860;Di Giacomo, Salvatore;Giacomo, Salvatore di
Language: Italian
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Giovanni Pascoli – Il soldato di San Piero in Campo

I

Era poc’anzi nella valle il ronzo
dell’altre sere. Ogni campana prese
poi sonno in una lunga ansia di bronzo.

Si dicevano Ave! Ave! le chiese,
e i vecchi preti, che ristanno un poco
con le mani alla fune anco sospese.

Ave! tra uno scampanìo più fioco
dai monti, che, lassù, pare una voce
che dian quei cirri e cumuli di fuoco…

Ave! tra uno scoppiettìo veloce
di balestrucci, che nel cielo intorno
gettan ombre di pii segni di croce…

segni di croce, sul (altro…)

Dino Campana – Oscar Wilde a San Miniato – O città fantastica piena di suoni sordi…

O città fantastica piena di suoni sordi…
Mentre sulle scalee lontano io salivo davanti
A te infuocata in linee lambenti di fuoco
Nella sera gravida, tra i cipressi.
Salivo con un’amica giovane grave
Che sacrificava dai primi anni
All’amore malinconico e suicida dell’uomo:
Ridevano giù per le scale
Ragazzi accaniti briachi di beffa
Sopra un circolo attorno ad un soldo invisibile.
Il fiume mostruoso luceva torpido come un serpente a squame;
Salivamo, essa oppressa e anelante,
Io cogli occhi rivolti alla funebre febbre (altro…)