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Olindo Guerrini (Argia Sbolenfi) – In disprezzo di uno spasimante vecchio e storto – Lettura di Valerio Di Stefano

Ridicolo che il vicolo girandoli,
Sciupi i sassi coi passi e indarno ciondoli.
Ti parlo schietto, io non ammetto scandoli,
Né sopporto uno storto che mi sdondoli.

      guerrini-sbolenfi-inricordo

Argia Sbolenfi (Olindo Guerrini) – Sonetto contro un anonimo che ci fece la burla del telegramma

O scellerato che tirasti su
Quel genitor che il cielo a me largì,
Hai ben ragion che sei non si sa chi
E il telegramma senza il nome fu!

Empio, domanda pure a chi vuoi tu
Se son cose da far quelle che lì,
Che sta sicuro che se fosti qui
Staresti (altro…)

Olindo Guerrini (Lorenzo Stecchetti) – Prefazione alle “Rime” di Argia Sbolenfi

Ecco un libro sbagliato.

E poichè una cortese ma assidua insistenza durata oramai tre anni, riuscì pure a levarmi di sotto questa prefazione che non scrissi volontieri, così, per patto espresso, mi serbai il diritto di dire l’animo mio tutto intero e lo dico.

* * *

Ai lettori (se il libro ne avrà, che non li merita) riuscirà difficile capire come diavolo possa esser nata una insanità simile a questa; ed ecco, per (altro…)

Olindo Guerrini (Argia Sbolenfi) – La battaglia di Sadova

S’ode a destra tirar per la valle,
A sinistra si tira lo stesso;
D’ambo i lati si vedon le palle
Da pistole montate scoppiar.
Lunghi e grossi ch’è un gusto guardarli
Sono i pezzi che scarican spesso,
E se alcuno provasse a tastarli
Sentirebbe la mano a scottar.

  Colle gambe per aria da un lato,
Colle gambe per aria dall’altro,
Cade a terra il meschino soldato
Che l’amante al paese lasciò.
Fieramente si drizza l’ardito,
Cautamente si china lo scaltro,
E ciascun ha un enorme (altro…)

Olindo Guerrini (argia Sbolenfi) – Si descrive un temporale nel deserto

  Che veggo? Che miro? Rimbomba già il tuono!
Il tempo mi pare che faccia da buono!
Ahi, miser chi a casa scordato ha l’ombrel!
La grandine è grossa che pare una noce
E omai per vederci nel scuro feroce
Accender fa d’uopo frequenti candel.

  Che veggo? Che miro? Un giovin garzone
Che solo soletto traversa il ciclone
E par che non curi dell’acqua il piombar!
Ah, certo tra i lampi lo guida l’amore!
Mel dice la speme che m’arde nel core!
Ah, (altro…)

Olindo Guerrini (Argia Sbolenfi) – Sonetto contro un anonimo che ci fece la burla del telegramma

O scellerato che tirasti su
Quel genitor che il cielo a me largì,
Hai ben ragion che sei non si sa chi
E il telegramma senza il nome fu!

  Empio, domanda pure a chi vuoi tu
Se son cose da far quelle che lì,
Che sta sicuro che se fosti qui
Staresti un pezzo di non farne più,

  Che colla forza la maggior che ho
Ti vorrei scorticar da capo a piè
E con la pelle tua farmi un paltò!

  Nessun ti (altro…)