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Galileo Galilei – Scorgi i tormenti miei, se gli occhi volti – Esprime alla sua Donna come egli langua per lei d’amore.

Scorgi i tormenti miei, se gli occhi volti,
Nella ruvida fronte ai sassi impressi;
Leggi il tuo nome e i miei martirj scolti
Nella scorza de’ faggi e de’ cipressi.

Monstran l’aure tremanti i sospir tolti
Dall’infiammato sen; gli augelli stessi
Narran pure il mio mal, se tu gli ascolti;
Eco il conferma, e tu nol credi, Alessi?

Gusta quell’acque già sì dolci e chiare,
Se nuovo testimonio al mio mal chiedi,
Com’or son fatte dal mio pianto amare.

E se dubiti (altro…)

Galileo Galilei – Mentre spiegava al secolo vetusto

Mentre spiegava al secolo vetusto
Segni del furor suo crudeli ed empi,
Tra gl’incendi e le stragi e i duri scempi.
Seco dicea l’Imperadore ingiusto:

Il regno mio d’alte ruine onusto,
Le gran moli destrutte e gli arsi tempi,
Portin la mia grandezza in fieri esempi
Dall’agghiacciato polo al lido adusto.

Tal quest’altera, che sua mente cruda
Cinge d’impenetrabile diaspro,
E nel mio pianto accresce sua durezza,

Armata di furor, di pietà ignuda,
Spesso mi dice in suon crudele ed aspro:
Splenda nel fuoco (altro…)

Galileo Galilei – Mentre ridea nel tremulo e vivace – Dice come il suo Amore di picciol fuoco divampasse in fiamma vorace

Mentre ridea nel tremulo e vivace
Lume degli occhi leggiadretti Amore,
Picciola in noi movea dallo splendore
Fiamma, qual uscir suoi di lenta face.

Or che il pianto l’ingombra, di verace
Foco sent’io venir l’incendio al core.
Oh di strania virtude alto valore,
Dalle lagrime trar fiamma vorace!

Tale arde il Sol mentre i possenti rai
Frange per entro una fredda acqua pura,
Che tra l’esca risplenda e il chiaro lume.

Oh cagion prima de’ miei dolci guai,
Luci, cui rimirar fu mia (altro…)

Galileo Galilei – L’enimma o sonetto enigmatico

Mostro son’io più strano e più diforme
Che l’Arpía, la Sirena o la Chimera;
Nè in terra, in aria, in acqua è alcuna fiera,
Ch’abbia di membra così varie forme;

Parte a parte non ho che sia conforme,
Più che s’una sia bianca e l’altra nera;
Spesso di cacciator dietro ho una schiera,
Che de’ miei piè van rintracciando l’orme.

Nelle tenebre oscure è il mio soggiorno,
Che se dall’ombre al chiaro lume passo,
Tosto l’alma da me sen fugge, come

Sen (altro…)

Giuseppe Gioachino Belli – Er bon Capo d’Anno

Bbon capo-d’ajjo a llei, sora Maria.
Nun c’è arisposta? e cche vvor dì? vve fanno?
Eh oggi s’ha da vive in alegria
E nnun pijjasse de ggnisun malanno.

Anzi, io volevo, per nun dì bbuscìa,
Che ffascessimo inzieme un contrabbanno;
Ché cquer che se fa oggi, sposa mia,
Poi se seguita a ffà ppe ttutto l’anno.

Tutti li gusti hanno da èsse a ccoppia
In sto ggiorno; e inzinenta in paradiso
Se dà a li santi la pietanza doppia.

E pperché er (altro…)

Gaspara Stampa – 90 sonetti d’amore – Lettura di Valerio Di Stefano – Audiobook – MP3

AAC

001 – Voi ch’ascoltate in queste meste rime.aac
002 – Era vicino il di’ che ‘l Creatore.aac
003 – Se di rozzo pastor di gregge e folle.aac
004 – Quando fu prima il mio signor concetto.aac
005 – Io assimiglio il mio signor al cielo.aac
006 – Un intelletto angelico e divino.aac
007 – Chi vuol conoscer donne il mio signore.aac
008 – Se cosi’ come sono abietta e vile.aac
009 – S’avien ch’un giorno Amor a me mi (altro…)

Folgore da San Gimignano – Quando la luna e la stella dïana – Lettura di Valerio Di Stefano

Quando la luna e la stella dïana
e la notte si parte e ‘l giorno appare,
vento leggero, per polire l’are
e far la gente stare allegra e sana…

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