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Folgore da San Gimignano – Quando la voglia segnoreggia tanto

Quando la voglia segnoreggia tanto,
che la ragion non ha poter né loco,
ispesse volte ride l’uom di pianto
e di grave doglienza mostra gioco;

e ben seria di buon savere affranto
chi fredda neve giudicasse fòco;
simil son que’, che gioi’ mostrano e canto
di quel, onde doler devriano un poco.

Ma ben si può coralmente dolere
chi sommette ragione a voluntade
e segue senza freno suo volere;

che non è già sí ricca podestade
com’ se medesmo a dritto mantenere,
seguire pregio, (altro…)

Guittone d’Arezzo, Tanto sovente dett’aggio altra fiada

Tanto sovente dett’aggio altra fiada
de dispiacenza e de falso piacere,
che bel m’è, forte ed agradivo or dire
ciò che de vero grado in cor m’agrada.
Primamente nel mondo agrado pace,
unde m’agrada vedere
omo e robba giacere
in boschi, al certo, sì come in castelli;
e m’agrada li agnelli
lungo i lupi veder pascere ad agio;
e m’agrada a misagio
rappador saver tutti e frodolenti;
e agradami veder fuggir carizia,
sorvenendo devizia
e abondanza, che pasce e che reface
tutte affamate genti,
unde vanno gaudenti
giocundando (altro…)

Guittone d’Arezzo, Amor tanto altamente

Amor tanto altamente
lo meo entendimento
ave miso, che nente
aggio ardimento – di contare e dire
como di lei m’ha priso;
ma vista tal presento,
che lei ha certo miso
come ‘n suo segnoraggio meo desire.
A che di ciò m’aveggio,
certo celar nol deggio;
non che celar lo bene
che del segnore avene – fosse fallire,
(falla chi più piacente
nol fa, che ‘l ver consente),
ma a lo male dia
om ben donare obbria, – poi vol servire.
Eo, che servir talento,
la detta via (altro…)

Guittone d’Arezzo, Ahi lasso, or è stagion de doler tanto

Ahi lasso, or è stagion de doler tanto
a ciascun om che ben ama Ragione,
ch’eo meraviglio u’ trova guerigione,
ca morto no l’ha già corrotto e pianto,
vedendo l’alta Fior sempre granata
e l’onorato antico uso romano
ch’a certo pèr, crudel forte villano,
s’avaccio ella no è ricoverata:
ché l’onorata sua ricca grandezza
e ‘l pregio quasi è già tutto perito
e lo valor e ‘l poder si desvia.
Oh lasso, or quale dia
fu mai tanto crudel dannaggio audito?
Deo, com’hailo sofrito,
deritto (altro…)

Lorenzo de’ Medici – Tanto crudel fu la prima feruta

Tanto crudel fu la prima feruta,
sí féro e sí veemente il primo strale,
se non che speme il cor nutrisce ed ale,
saremi morte giá dolce paruta.
E la tenera etá giá non rifiuta
seguire Amore, ma piú ognor ne cale;
volentier segue il suo giocondo male,
poi c’ha tal sorte per suo fato avuta.
Ma tu, Amor, poi che sotto la tua insegna
mi vuoi sí presto, in tal modo farai,
che col mio male ad altri io non (altro…)

Michelangelo Buonarroti – Ben doverrieno al sospirar mie tanto

Ben doverrieno al sospirar mie tanto
esser secco oramai le fonti e ‘ fiumi,
s’i’ non gli rinfrescassi col mie pianto.
Così talvolta i nostri etterni lumi,
l’un caldo e l’altro freddo ne ristora,
acciò che ‘l mondo più non si consumi.
E similmente il cor che s’innamora,
quand’el superchio ardor troppo l’accende,
l’umor degli occhi il tempra, che non mora.
La morte e ‘l duol, ch’i’ bramo e cerco, rende
un contento (altro…)