Archivi tag: voi

Folgore da San Gimignano – Cosí faceste voi o guerra o pace

Cosí faceste voi o guerra o pace,
guelfi, sí come siete in devisione,
ché in voi non regna ponto di ragione,
lo mal pur cresce e ‘l ben s’ammorta e tace.

E l’uno contra l’altro isguarda e spiace
lo suo essere e stato e condizione;
fra voi regna il pugliese e ‘l Ganellone,
e ciascun soffia nel fuoco penace.

Non vi ricorda di Montecatini,
come le mogli e le madri dolenti
fan vedovaggio per gli ghibellini?

E babbi, frati, figliuoli e parenti,
e (altro…)

Veronica Franco – A voi la colpa, a me, donna, s’ascrive

A voi la colpa, a me, donna, s’ascrive
il danno e ‘l duol di quelle pene tante,
che ‘l mio cor sente e ‘l vostro stil descrive.
L’alto splendor di quelle luci sante
recando altrove, e ‘l lor soave ardore,
ai colpi del mio amor foste un diamante.
Io vi pregai, dagli occhi il pianto fore
sparsi largo, e sospir gravi del petto:
non m’aiutò pietà, non valse amore.
(altro…)

Gaspara Stampa – Se voi poteste, o sol degli occhi miei

Se voi poteste, o sol degli occhi miei,
qual sète dentro donno del mio core,
veder coi vostri apertamente fuore,
oh me beata quattro volte e sei!
Voi più sicuro, e queta io più sarei:
voi senza gelosia, senza timore;
io di due sarei scema d’un dolore,
e più felicemente ardendo andrei.
Anzi aperto per voi, lassa, si vede,
più che ‘l lume del sol lucido e chiaro,
che dentro e fuori io spiro amor e fede.
Ma vi mostrate di credenza (altro…)

Gaspara Stampa – Voi, voci, voi, sospir, voi le tempeste

Voi, voci, voi, sospir, voi le tempeste
sète, voi sète i graziosi venti,
che dimostrate poi sì dolce il porto,
quando il sol arde e quando ardon le stelle;
voi sète la sicura e dritta via,
che ci guidate de’ diletti al mare.
Qual d’eloquenzia fia sì largo mare,
e sì scarco di nubi e di tempeste,
che possa dir senza arrestar fra via,
mentre stan quete le procelle e i venti,
la gioia che mi dan le mie due stelle,
or (altro…)

Giacomino Pugliese, Donna, di voi mi lamento

«Donna, di voi mi lamento,
bella di voi mi richiamo
di sì grande fallimento:
donastemi auro co ramo.
Vostro amor pensai tenere
fermo, senza sospecione;
or sembra d’altro volere,
truovolo in falsa cascione,
amore».
«Meo sir, se tu ti lamenti,
tu nó ài dritto, nè ragione;
per te sono in gran tormenti.
Dovresti guardar stagione,
ancor ti sforzi la voglia
d’amore e la gelosia;
con senno porta la doglia,
non perder per tua fol[l]ìa
amore».
«Madonna, s’io pene porto,
a voi non scresce baldanza,
di voi non agio conforto
e fals’e la (altro…)

Federico II, Poi ch’a voi piace, amore

Poi ch’a voi piace, amore,
che eo degia trovare,
faronde mia possanza
ch’io vegna a compimento.
Dat’ agio lo meo core
in voi, madonna, amare,
e tutta mia speranza
in vostro piacimento;
e non mi partiragio
da voi, donna valente,
ch’eo v’amo dolzemente,
e piace a voi ch’eo agia intendimento.
Valimento – mi date, donna fina,
chè lo meo core adesso a voi si ‘nchina.
S’io inchino, rason agio
di sì amoroso bene,
ca spero e vo sperando
c’ancora deio avire
allegro meo coragio;
e tutta la mia spene,
fu data (altro…)

Guittone d’Arezzo, Se de voi, donna gente

Se de voi, donna gente,
m’ha preso amor, no è già meraviglia,
ma miracol somiglia
come a ciascun no ha l’anima presa;
ché de cosa piacente
savemo de vertà ch’è nato amore.
Or da voi, che del fiore
del piacer d’esto mondo sete appresa,
com po l’om far defesa?
Ché la natura entesa
fo di formare voi, co ‘l bon pintore
Policreto fo de la sua pentura;
che non po cor pensare,
né lingua devisare,
che cosa in voi potesse esser piò bella.
Ahi, Deo, co (altro…)

Lorenzo de’ Medici – Felici ville, campi e voi silvestri

Felici ville, campi e voi silvestri
boschi e’ fruttiferi arbori e gl’incolti,
erbette, arbusti, e voi, dumi aspri e folti,
e voi, ridenti prati al mio amor destri;
piagge, colli, alti monti ombrosi, alpestri,
e fiumi, ove i be’ fonti son raccolti;
voi, animal domestici e voi, sciolti
ninfe, satiri, fauni e dii terrestri;
omai finite d’onorar Diana,
perché altra dea ne’ vostri regni è giunta,
che ancor ella ha suo arco e sua faretra.
Piglia le fère ove non regna Pana:
e (altro…)

Vittoria Colonna – Mentre io qui vissi in voi, lume beato

Mentre io qui vissi in voi, lume beato,
E meco voi, vostra mercede, unita
Teneste l’alma, era la nostra vita
Morta in noi stessi e viva nell’amato,
Poichè per l’alto e divin vostro stato
Non son più a tanto ben qua giù gradita,
Non manchi al cor fedel la vostra aita
Contro il mondo vêr noi nemico armato,
Sgombri le spesse nebbie d’ogn’intorno
Sì ch’io provi a volar spedite l’ali
Nel già preso da voi destro sentiero.
Vostro onor fia, ch’io chiuda (altro…)

Giosuè Carducci – E voi, se fia che l’imminente possa

E voi, se fia che l’imminente possa
Deprechiate e del fato empio le guerre,
Voi non avrete a cui regger si possa
Vostra vecchiezza quando orba si atterre.

Soli del figliuol vostro in su la fossa
Quel dí che i dolorosi occhi vi serre
Aspetterete. O forse no. Son l’ossa
Sparse de’ nostri per diverse terre.

Oh, che il dí vostro d’atre nubi pieno
Non tramonti in procella! oh, che il diletto
Capo si posi ad un fidato seno!

Io chiamo invano (altro…)

Giosuè Carducci – Deh, chi mi torna a voi, cime tirrene

Deh, chi mi torna a voi, cime tirrene
Onde Fiesole al pian sorride e mira?
Deh, chi mi posa sotto l’ombre amene
Ove un rio piange e molle il vento spira?

Oh, viva io là fuor di timore e spene,
Lontan rugghiando de’ miei fati l’ira!
L’erbe il ciel l’onde ivi d’amor son piene,
E ne l’aure odorate amor sospira.

A te il suolo beato eterni fiori
Sommetterebbe, Egeria; e d’ombre sante
Proteggerebbe un lauro i nostri amori.

Ivi queto morrei. Tu (altro…)

Francesco Berni – CAPITOLO A SUO COMPARE A MESSER ANTONIO DA BIBBIENA – Se voi andate drieto a questa vita

Se voi andate drieto a questa vita,
compar, voi mangierete poco pane
e farete una trista riuscita.
Seguitar dì e notte le puttane,
giucar tre ore a’ billi et alla palla,
a dir il ver, son cose troppo strane.
Voi dite poi che vi duol una spalla
e che credete aver il mal franzese:
almen venisse il cancaro alla falla.
Ben mi disse già un che se ne intese
che voi mandaste via quell’uom da bene
per poter meglio scorrere il paese.
O (altro…)

Dino Campana – Spada barbarica – Voi che rompete le onde della sera

Voi che rompete le onde della sera
Colla punta del piede, in sul balcone
. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
O se avessi sirena
Una sol goccia del vostro sudore
Sulla lingua ardente, una sol goccia.
Ma la vostra fronte marmorea
Ma il vostro taglio scarlatto
Mi irridono metallici
Vergine inacessibile una goccia…
. . . (altro…)

Pietro Aretino – Ove il mettrete voi? Ditel’ di grazia

Ove il mettrete voi? Ditel’ di grazia,
dietro o dinanzi? io vo’ ‘l sapere,
perché farovi forse dispiacere
se nel cul me lo caccio per disgrazia.

– Madonna, no, perché la potta sazia
il cazzo sì che v’ha poco piacere,
ma quel che faccio, il fo per non parere
un Frate Mariano, verbi gratia.

Ma poi ch’il cazzo in cul tutto volete
come vogliono savi, io sono contento
che voi fate del mio ciò che volete.

E pigliatelo con man, mettetel’ dentro:
che (altro…)