Virgilia d’Andrea – Ed ogni donna il suo dolore porti

Ed ogni donna il suo dolore porti
E ridistenda il suo funesto lutto.
Poi, sulle braccia, risollevi i morti
Per rifare l’ordito ampio distrutto.

Vibri la folla e al ciel levi la fronte
E la febbre risenta del cammino…
Chè su l’azzurro e insormontato monte
S’impenna, ancora, il vìndice destino.

E voli, e voli, e voli, ala possente,
Il suo gran canto, dai raccolti steli,
E pulsi, fiera, libera e fremente,

Assorba, il sangue, dai corruschi cieli,
Ricada, in fior, su l’aspettante gente
E i cuor ravvolga di pietosi veli.

Rimini, Gennaio 1922.

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