Seduta 595ª (XVI legislatura)

-) Svolgimento di interrogazioni a risposta immediata -) Seguito della discussione del testo unificato delle proposte di legge: Angeli; Pisicchio; D’Ippolito Vitale e Carlucci; Renato Farina ed altri: Norme per favorire l’inserimento lavorativo de…



Francesco Petrarca – Se la mia vita da l’aspro tormento

Se la mia vita da l’aspro tormento si può tanto schermire, et dagli affanni, ch’i’ veggia per vertù de gli ultimi anni, donna, de’ be’ vostr’occhi il lume spento, e i cape’ d’oro fin farsi d’argento, et lassar le ghirlande e i verdi panni, e ‘l viso scolorir che ne’ miei danni a llamentar mi • Leggi tutto »


Francesco Petrarca – Lassare il velo o per sole o per ombra

Lassare il velo o per sole o per ombra, donna, non vi vid’io poi che in me conosceste il gran desio ch’ogni altra voglia d’entr’al cor mi sgombra. Mentr’io portava i be’ pensier’ celati, ch’ànno la mente desïando morta, vidivi di pietate ornare il volto; ma poi ch’Amor di me vi fece accorta, fuor i • Leggi tutto »


Seduta 594ª (XVI legislatura)

-) Informativa urgente del Governo sulle recenti vicende della compagnia di navigazione Tirrenia, con particolare riferimento alla questione dei collegamenti da e per la Sardegna -) Seguito della discussione delle mozioni Forcolin ed altri n. 1-00873, …


Seduta 593ª (XVI legislatura)

-) Discussione delle mozioni Zamparutti ed altri n. 1-00760, Braga ed altri n. 1-00877, Libe’, Di Biagio ed altri n. 1-00878 e Dussin ed altri n. 1-00879 concernenti interventi per la difesa del suolo -) Discussione della mozione Forcolin ed altri…


Homerus – Omero – Iliade – Traduzione di Vincenzo Monti – Libro XVI

E così questi combattean la nave. Presentossi davanti al fiero Achille Patroclo intanto un caldo rio versando di lagrime, siccome onda di cupo fonte che in brune polle si devolve da rupe alpestre. Riguardollo, e n’ebbe pietà il guerriero piè-veloce, e disse: Perché piangi, Patròclo? Bamboletta sembri che dietro alla madre correndo torla in braccio • Leggi tutto »






Giovanni Boccaccio – Conclusione della Giornata Quarta del Decameron

Se le prime novelle li petti delle vaghe donne avevan contristati questa ultima di Dioneo le fece ben tanto ridere, e spezialmente quando disse lo straticò aver l’uncino attaccato che essi si poterono della compassione avuta dell’altre ristorare. Ma veggendo il re che il sole cominciava a farsi giallo e il termine della sua signoria • Leggi tutto »


Commissione Difesa della Camera

Nell’ambito dell’indagine conoscitiva sul reclutamento del personale militare dei ruoli della truppa a dieci anni dal decreto legislativo n. 215 del 2001, svolgerà l’audizione del magg. gen. Gabriele Lupini, ispettore nazionale del Corpo militare …



Commissione Affari sociali della Camera

Audizione del Ministro del lavoro e delle politiche sociali sulle linee programmatiche del suo dicastero.
(Seguito dello svolgimento, ai sensi dell’articolo 143, comma 2, del regolamento, e conclusione). Intervengono il ministro del lavoro e delle poli…


Seduta 589ª (XVI legislatura)

-) Svolgimento di intepellanze e di interrogazioni -) Seguito della discussione della proposta di legge: Tenaglia ed altri: Definizione del processo penale nei casi di particolare tenuità del fatto (2094-A) -) Seguito della discussione della relaz…


Giovanni Boccaccio – La moglie d’un medico per morto mette un suo amante adoppiato in una arca, la quale con tutto lui due usurai se ne portano in casa. Questi si sente, è preso per ladro; la fante della donna racconta alla signoria sé averlo esso nell’arca dagli usurieri imbolata, laond’egli scampa dalle forche e i prestatori d’avere l’arca furata sono condannati in denari

Solamente a Dioneo, avendo già il re fatto fine al suo dire, restava la sua fatica, il quale, ciò conoscendo, e già dal re essendogli imposto, incominciò. Le miserie degli infelici amori raccontate, non che a voi, donne, ma a me hanno già contristati gli occhi e ‘l petto, per che io sommamente disiderato ho • Leggi tutto »


Giovanni Boccaccio – Messer Guiglielmo Rossiglione dà a mangiare alla moglie sua il cuore di messer Guiglielmo Guardastagno ucciso da lui e amato da lei; il che ella sappiendo, poi si gitta da una alta finestra in terra e muore e col suo amante è sepellita

Essendo la novella di Neifile finita, non senza aver gran compassion messa in tutte le sue compagne, il re, il qual non intendeva di guastare il privilegio di Dioneo, non essendovi altri a dire, incominciò. Emmisi parata dinanzi, pietose donne, una novella alla qual, poi che così degli infortunati casi d’amore vi duole, vi converrà • Leggi tutto »


Giovanni Boccaccio – Girolamo ama la Salvestra; va, costretto da’ prieghi della madre, a Parigi; torna e truovala maritata; entrale di nascoso in casa e muorle allato; e portato in una chiesa, muore la Salvestra allato a lui

Aveva la novella d’Emilia il fine suo, quando per comandamento del re Neifile così cominciò. Alcuni al mio giudicio, valorose donne, sono, li quali più che l’altre genti si credon sapere, e sanno meno; e per questo non solamente a’ consigli degli uomini, ma ancora contra la natura delle cose presummono d’opporre il senno loro; • Leggi tutto »