Christopher Willibald Gluck – Ifigenia in Tauride – Pubblico Dominio

Filename Size Date Gluck – Iphigenie En Tauride – 1. Akt Nr.01-Nr.10.mp3 61,947,401   2/20/15 Gluck – Iphigenie En Tauride – 2. Akt Nr.11-Nr.16.mp3 46,962,728   2/20/15 Gluck – Iphigenie En Tauride – 2. Akt Nr.17-Nr.18.mp3 52,393,690   2/20/15 Gluck – Iphigenie En Tauride – 3. Akt Nr.19-Nr.21.mp3 62,782,484   2/20/15 [mp3-jplayer tracks=”FEED:/tauride/” width=”100%”]   da: www.musopen.org Pubblico Dominio


Giuseppe Parini – La Notte

Nè tu contenderai benigna Notte, Che il mio Giovane illustre io cerchi e guidi Con gli estremi precetti entro al tuo regno. Già di tenebre involta e di perigli, Sola squallida mesta alto sedevi Su la timida terra. Il debil raggio De le stelle remote e de’ pianeti, Che nel silenzio camminando vanno, Rompea gli • Leggi tutto »


Giuseppe Parini – Il Vespro

Ma de gli augelli e de le fere il giorno E de’ pesci squammosi e de le piante E dell’umana plebe al suo fin corre. Già sotto al guardo de la immensa luce Sfugge l’un mondo: e a berne i vivi raggi Cuba s’affretta e il Messico e l’altrice Di molte perle California estrema: E • Leggi tutto »


Giuseppe Parini – Il Meriggio

Ardirò ancor fra i desinari illustri Sul meriggio innoltrarmi umil cantore, Poi che troppa di te cura mi punge Signor, ch’io spero un dì veder maestro E dittator di graziosi modi All’alma gioventù che Italia onora. Tal fra le tazze e i coronati vini Onde all’ospite suo fe’ lieta pompa La punica regina, i canti • Leggi tutto »


Giuseppe Parini – Il mezzogiorno

Ardirò ancor tra i desinari illustri Sul Meriggio innoltrarmi umil Cantore, Poichè troppa di te cura mi punge, Signor, ch’io spero un dì veder maestro E dittator di graziosi modi All’alma gioventù che Italia onora. Tal fra le tazze e i coronati vini, Onde all’ospite suo fe’ lieta pompa La Punica Regina, i canti alzava • Leggi tutto »


Giuseppe Parini – Il Mattino

Giovin Signore, o a te scenda per lungo Di magnanimi lombi ordine il sangue Purissimo celeste, o in te del sangue Emendino il difetto i compri onori E le adunate in terra o in mar ricchezze Dal genitor frugale in pochi lustri, Me Precettor d’amabil Rito ascolta. Come ingannar questi nojosi e lenti Giorni di • Leggi tutto »


Giovanni Pascoli – La Cincia

I Sorrise, e disse che una volta c’era un re piccino; e s’egli era piccino, la sua reggia era grande e nera nera. E un aio aveva questo reattino nero, e l’aio era lì sempre a gracchiare, e più, quando vedea torbo il mattino. Il re veniva alle finestre a mare, il re veniva alle • Leggi tutto »


Giovanni Pascoli – Il cacciatore

I Po le seguiva, il fido cane. Or essi siedono su la porca assai contenti. La Pieve sorridea sotto i cipressi. Po ringhiò, fece biancheggiare i denti: passava un uomo, un cacciator; ristette. “Giovine, giunto qui tra le mie genti! ciò che avanza per sei, basta per sette” disse il capoccio; e poi con lieta • Leggi tutto »


Giovanni Pascoli – L’Angelus

I Sì: sonava lontana una campana, ombra di romba; sì che un mal vestito che beveva, si alzò dalla fontana, e più non bevve, e scongiurò, di rito, l’impazïente spirito. Via via si sentì la campana di San Vito, si sentì la campana di Badia e gli altri borghi, di qua di là, pronti cantando • Leggi tutto »


Giovanni PScoli – Il desinare

I Ubbidì Rosa al subito comando. Sotto il paiolo aggiunse legna, il sale gettò nell’acqua che fremé ronzando. Stacciò: lo staccio, come avesse l’ale, frullò fra le sue mani; e la farina gialla com’oro nevicava uguale. Ne sparse un po’ nell’acqua, ove una fina tela si stese. Il bollor ruppe fioco. Ella ne sparse un’altra • Leggi tutto »


Giovanni Pascoli – Per casa

I Vedea nell’ombra qualche muta stella gli uomini arare. Nella mattinata ci fu lo spruzzo d’una scosserella. La casa aveva aperto ogni impannata. Passò lontano, ripassò vicino lo stridulo fruscìo della granata. Fumò nell’aria torpida il camino. Poi le stoviglie parvero fra loro rissare nel silenzio mattutino. Poi la fanciulla dai capelli d’oro tessea cantando. • Leggi tutto »


Giovanni Pascoli – Nei campi

I Il capoccio avea detto: “Odimi, moglie. Senti le rare tremule tirate che fanno i grilli? Cadono le foglie; e tristi i grilli piangono l’estate. L’altra notte non chiusi occhio, tanto era quel gridìo! – Seminate! Seminate! – credei sentire. Poi, sentii ier sera passar su casa un lungo rombo d’ale: l’anatre vanno per la • Leggi tutto »


Giovanni Pascoli – L’alba

I Allor che Rosa dalle bianche braccia aprì le imposte, piccola e lontana dal cielo la garrì la cappellaccia. Dalla Pieve a’ Cipressi la campana sonava l’alba: in alto, sul Mongiglio erano bianchi bioccoli di lana. Raspava una gallina sopra il ciglio d’un fosso. Po s’alzò, scosse la brina, scodinzolando, con uno sbadiglio. Ed al • Leggi tutto »


AMERICA/BRAZIL – Missionary organizations at work in 2015: Permanent formation and suburbs

Brasilia – In 2014 seventeen missionary formation initiatives were carried out: in particular, two courses for foreign missionaries ; two missionary formation courses for Brazilian men and women sent to other mission countries or regions; a course in missiology; and other courses. In total 574 people attended.This is the outcome of the Mission Cultural Center • Leggi tutto »


Johannes Brahms – Sinfonia n. 4 in mi minore op. 98 – 1938

BRAHMS: Symphony No. 4, in E minor, Op. 98 Boston Symphony Orchestra Serge Koussevitzky, conductor Victor 78rpm Album DM 730 (028855 – 028864) Recorded in 1938 Digital transfer by F. Reeder [Improved transfer & Higher bit rate – 4/14]   01.I.AllegroNonTroppo www.classicistranieri.com/wp-content/uploads/2015/02/01.I.AllegroNonTroppo.mp3 02.Ii.AndanteModerato www.classicistranieri.com/wp-content/uploads/2015/02/02.Ii_.AndanteModerato.mp3 03.Iii.AllegroGiocoso www.classicistranieri.com/wp-content/uploads/2015/02/03.Iii_.AllegroGiocoso.mp3 04.Iv.AllegroEnergicoEPassionato www.classicistranieri.com/wp-content/uploads/2015/02/04.Iv_.AllegroEnergicoEPassionato.mp3  


Emma – Una fra tante – Cap. XIV

Mentre scrivo queste pagine essa è tuttora vivente. Tornata fra i suoi, vi ha ritrovato la pace e la serenità dell’animo. Guarita perfettamente del corpo, le è rimasto però un terrore sì grande di quello che aveva visto e patito, che non si può rammentarle quel tempo senzaché se ne conturbi tutta e che il • Leggi tutto »


Emma – Una fra tante – Cap. XIII

Barberina incominciava ad alzarsi per qualche ora. Aveva dal medico il permesso di andare a prendere un po’ d’aria in un cortile dell’ospedale, e di questo permesso si valsero i suoi protettori per effettuare la sua liberazione. Coll’aiuto della suora, in una camera che serviva da ripostiglio, la giovanetta si travestì. Indossò l’abito che le • Leggi tutto »


Emma – Una fra tante – Cap. XII

Nella quiete di una sala d’ammalati meno frequentata delle altre, la giovanetta vaneggiava sempre, gridando e implorando. La suora dell’infermeria raccoglieva con maraviglia alcune parole della malata, e il prete dell’ospedale si fermava talvolta perplesso dinanzi a quel letto. Finalmente il delirio cessò; e un giorno, mentre un pallido raggio di sole autunnale illuminava mestamente • Leggi tutto »


Emma – Una fra tante – Cap. XI

Passarono dei giorni, e peggio ancora che i giorni passarono le notti. Ore di veglie angosciose, di supplicazioni inutili, nelle quali la febbre che tornava a scuotere le membra della povera convalescente, s’univa alla febbre morale di paure e terrori indescrivibili. Era una lotta disperata. Barberina si trascinava per terra ai piedi dell’orribile megera che • Leggi tutto »


Emma – Una fra tante – Cap. X

Barberina era rimasta sola di nuovo. Dopo la partenza di quel signore le era sorta una speranza di salvezza. Aspettava che la venissero a prendere, che le dicessero che era libera; sperava che forse tornasse quel signore stesso a liberarla e a indicarle dove poteva ricoverarsi in quella notte. Ma passavano le ore e non • Leggi tutto »