Vittoria Colonna – Amor, se morta è la mia prima speme

Amor, se morta è la mia prima speme, Nel primo foco mio pur vivo ed ardo; Il desir ch’ebbi pria col primo sguardo Nei dì miei primi, avrò nell’ore estreme. La vita e ‘l bel pensier morranno insieme, E tosto fia per l’un per l’altra tardo: L’ultima piaga fece il primo dardo, Nè più ben • Leggi tutto »




Vittoria Colonna – S’appena avean gli spirti intera vita

S’appena avean gli spirti intera vita, Quando il ciel gli prescrisse ogn’altro oggetto E sol m’apparve il bel celeste aspetto, Della cui luce io fui sempre nodrita; Qual dura legge ha poi l’alma sbandita Dal grato albergo anzi divin ricetto? La scorta, il lume ‘l giorno l’è interdetto; Onde cammina in cieco error smarrita. Se • Leggi tutto »


Vittoria Colonna – Morte col fiero stral sè stessa offese

Morte col fiero stral sè stessa offese, Quando oscurar pensò quel lume chiaro, Ch’or vive in cielo, e qui sempre più caro, Chè ‘l bel morir più le sue glorie accese. Onde irata vêr me l’arme riprese; Poi vide essermi dolce il colpo amaro, Nol diè; ma col morir vivendo imparo Quant’è crudel, quando par • Leggi tutto »


Vittoria Colonna – Prima ne’ chiari or negli oscuri panni

Prima ne’ chiari or negli oscuri panni Ritiene amor sovra il mio core impero; Chè vincerlo col lungo tempo spero, Ma più s’avanza col girar degli anni. Pur la noia de’ miei gravosi danni S’acqueta per quel dolce alto pensiero, Ch’ombreggiandomi il bel sembiante altero, Cresce l’ardor, ma fa mancar gli affanni. Immaginata luce arde • Leggi tutto »





Veronica Franco – Contrari son tra lor ragion e amore

Contrari son tra lor ragion e amore, e chi ‘n amor aspetta antivedere, di senso è privo e di ragion è fuore. Tanto piú in prezzo è da doversi avere vostro discorso, in cui avete eletto voler in stima la virtú tenere; e bench’io di lei sia privo in effetto, con voi di possederla il • Leggi tutto »




Veronica Franco – Questa la tua fedel Franca ti scrive

Questa la tua fedel Franca ti scrive, dolce, gentil, suo valoroso amante; la qual, lunge da te, misera vive. Non cosí tosto, oimè, volsi le piante da la donzella d’Adria, ove ‘l mio core abita, ch’io mutai voglia e sembiante: perduto de la vita ogni vigore, pallida e lagrimosa ne l’aspetto, mi fei grave soggiorno • Leggi tutto »


Veronica Franco – S’esser del vostro amor potessi certa

S’esser del vostro amor potessi certa per quel che mostran le parole e ‘l volto, che spesso tengon varia alma coperta; se quel che tien la mente in sé raccolto mostrasson le vestigie esterne in guisa ch’altri non fosse spesso in frode còlto, quella téma da me fôra divisa, di cui quando perciò m’assicurassi, semplice • Leggi tutto »



Gaspara Stampa – A che vergar, signor, carte ed inchiostro

A che vergar, signor, carte ed inchiostro in lodar me, se non ho cosa degna, onde tant’alto onor mi si convegna; e, se ho pur niente, è tutto vostro? Entro i begli occhi, entro l’avorio e l’ostro, ove Amor tien sua gloriosa insegna, ove per me trionfa e per voi regna, quanto scrivo e ragiono • Leggi tutto »


Gaspara Stampa – Lodate i chiari lumi, ove mirando

Lodate i chiari lumi, ove mirando perdei me stessa, e quel bel viso umano, da cui vibrò lo stral, mosse la mano Amor, quando da me mi pose in bando. Lodate il valor vostro alto e mirando, ch’al valor d’Alessandro è prossimano: sallo il gran re, sallo il paese strano, che di voi e di • Leggi tutto »



Gaspara Stampa – Mille volte, signor, movo la penna

Mille volte, signor, movo la penna per mostrar fuor, qual chiudo entro il pensiero, il valor vostro e ‘l bel sembiante altero, ove Amor e la gloria l’ale impenna; ma perché chi cantò Sorga e Gebenna, e seco il gran Virgilio e ‘l grande Omero non basteriano a raccontarne il vero, ragion ch’io taccia a • Leggi tutto »