AFRICA/CENTRAFRICA – Nuova missione rurale tra i Pigmei: condivisione del Vangelo, istruzione e sanità

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Bangui – Educazione scolastica, professionale e impegno nel settore della sanità attraverso i vari centri di salute, fanno parte integrante della missione fra i pigmei che i religiosi della Provincia Italiana della Società per le Missioni Africane si stanno preparando ad affrontare in Centrafrica entro dicembre 2021. “Già nel corso dell’Assemblea Provinciale di luglio 2019, noi padri SMA Italiani ci siamo imbarcati in una nuova sfida: la missione in Centrafrica”, scrivono all’Agenzia Fides.
“La nostra comunità è presente nell’Arcidiocesi di Bangui e nella Diocesi di Berberati, dove una nuova equipe si prepara per la nuova missione con l’invio di due missionari: don Michele Farina e don Davide Camorani, diacono che sarà ordinato sacerdote nel mese di luglio. I due confratelli saranno accolti nella Diocesi di Berberati da Mons. Dennis Koffi Agbenyadzi , Vescovo della Diocesi” dichiarano gli SMA nella nota pervenuta.
“Michele e Davide lavoreranno insieme in una missione rurale fra i Pigmei. La nostra comunità si è molto impegnata negli ultimi anni nella difesa e nella promozione umana di questa popolazione. La condivisione della fede con le comunità cristiane della regione è la parte essenziale della nostra missione. Non dimentichiamo che i nostri missionari, lasciando la loro terra e le loro frontiere, vanno incontro ad ai fratelli e sorelle per sostenere e promuovere la Vita.”
Da diversi anni ae Province della SMA sono già presenti in Centrafrica e alcuni religiosi SMA originari di questo paese sono loro stessi missionari in ae zone dell’Africa. Sono tanti e diversi i problemi che affliggono questo Paese, a livello politico, economico e sociale. Negli ultimi anni è stato colpito da molteplici conflitti armati interni, provocati dalla difficile integrazione e coesione dei diversi gruppi etnici che lo compongono. Inoe le sue ingenti risorse minerarie e naturali scatenano interessi economici, interni ed esterni, che rendono instabile la situazione politica, e mantengono fragile e precario il processo di pace.