AFRICA/CENTRAFRICA – “Qui essere un prete conta, la gente ti accoglie con rispetto e si offre di aiutarti”: missionari pronti a condividere il Vangelo

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Bangui – “È un po’ presto per fare delle valutazioni e anche per esprimere delle impressioni perché, in realtà, da quando sono qui mi sono mosso pochissimo dalla nostra casa della Società per le Missioni Africane di Bangui” scrive p. Davide Camorani, missionario SMA.
Ordinato sacerdote lo scorso 24 luglio e arrivato nella Repubblica Centrafricana il 21 settembre, per dare il via insieme al confratello don Michele Farina alla prima missione SMA nel paese , p. Davide ha voluto condividere i suoi primi passi in terra centrafricana.
Nella nota pervenuta all’Agenzia Fides si legge l’entusiasmo del missionario pronto nella sua sfida per l’evangelizzazione. “Mi sono accorto che qui essere un prete conta, che la gente ti accoglie con rispetto e si offre di aiutarti – scrive raccontando un aneddoto legato al suo arrivo in aeroporto a Bangui -. Appena sceso dall’aereo, la poliziotta addetta al primissimo controllo mi ha chiesto se avessi un rosario per lei, dicendomi che anche lei è cattolica. Ne avevo uno e gliel’ho regalato, dopo di che, tutto è andato liscio, mi ha accompagnato a registrare il visto, a cambiare i soldi, e mi ha affidato ad un impiegato perché mi aiutasse a recuperare i miei bagagli facilmente.”
“Seppure in questo poco tempo ho potuto verificare che le persone comunicano fra di loro, la vita quotidiana è fatta di cose semplici e qualsiasi novità, se pur piccola, è degna di nota e se ne parla. Così, dopo la messa celebrata nella cappella della casa SMA, a cui partecipa anche la gente del quartiere, sono uscito e mi sono accorto che mi conoscevano tutti, mi salutavano interpellandomi come ‘père David’. E pensare che qui siamo in città; figuriamoci nei villaggi!”
Padre Camorani ricorda inoe la partecipazione alla messa domenicale nella parrocchia di Saint Pierre, nel cuore di Bangui. “La messa è stata celebrata in sango, lingua nazionale della Repubblica Centrafricana, per cui io, non capendo la lingua, ho un pò assistito. Quello che ho capito perfettamente è stata la musica – sottolinea -. Mentre ascoltavo pensavo che la musica è veramente un linguaggio universale eccezionale, che annunciare il Vangelo in maniera così coinvolgente e frizzante è qualcosa che non può lasciare indifferenti.”
Ho iniziato il corso di sango, in preparazione alla mia missione di Monassao, distante qualche centinaio di km da Bangui , dove il francese è parlato pochissimo e conoscere la lingua locale è fondamentale. Per il momento – conclude il missionario – riesco a celebrare la messa in francese, omelia compresa. Il giorno in cui riuscirò a celebrare in sango, vorrà dire che sono pronto per partire e continuare l’apprendimento sul posto perché, si sa, le lingue si imparano parlando.”