AFRICA/COSTA D’AVORIO – La politica non è guerra: questa la democrazia che vogliamo

 18 total views,  1 views today

Abidjan – “Il lancio del Partito dei popoli africani-Costa d’Avorio promosso dall’ex presidente della Costa d’Avorio Laurent Gbagbo può essere considerato sia una lezione magistrale di politica quanto il seme gettato in un terreno fertile per un rinnovamento della stessa per un domani migliore”. Lo scrive all’Agenzia Fides padre Donald Zagore, teologo ivoriano della Società per le Missioni Africane , in merito alla recente costituzione del Ppa-CI che ha visto la nomina di Gbagbo a primo presidente.
“E’ forse il tipo di democrazia che sogna il popolo africano. Una politica fatta con eleganza ma con aettante sfide – aggiunge p. Zagore -. Come a dire che ci vuole ancora tanto lavoro ma che la politica non è guerra. Si tratta di uno slancio politico che concorda pienamente con chi dice che in politica è possibile incontrarsi senza necessariamente essere d’accordo, discutere senza insultare, opporsi senza finire in carcere, celebrare questi ideali senza sconfinare nel sangue, semplicemente fare politica senza violenza”.
Il missionario SMA ritiene che questo sia il modo di fare politica, base di una vera democrazia. “E’ lievito per un nuovo inizio politico non solo per la Costa d’Avorio, ma anche per l’Africa intera. Un’aa storia della politica ivoriana, molto diversa da quella che conosciamo da anni, è certamente in fase di scrittura”.
Con la creazione del Ppa-ci, Gbagbo volta pagina sul Front Populaire Ivoirien , la precedente formazione politica che aveva fondato nel 1982, divisa in due fazioni dalla crisi del 2010-2011 e che ha provocato 3.000 morti. La Fpi da una parte vedeva il gruppo di Pascal Affi n’Guessan, presidente della cosiddetta Fpi ‘legale’ per il riconoscimento da parte delle autorità giudiziarie della sua posizione di presidente del partito nel 2015, dall’aa quello del Fpi ‘GoR’ dell’ex presidente.
Arrestato nell’aprile 2011 e poi trasferito alla corte penale internazionale per crimini contro l’umanità dopo le violenze legate alle elezioni presidenziali del 2010, Gbagbo è stato definitivamente assolto lo scorso marzo ed è rientrato in Costa d’Avorio il 17 giugno 2021.