AFRICA/EGITTO – Il Patriarca copto Tawadros assiste al film su Sant’Agostino come momento del cammino quaresimale

Il Cairo – Nel mezzo del tempo penitenziale della Quaresima, il Patriarca copto ortodosso Tawadros II ha assistito nei giorni scorsi al film “Agostino, il figlio delle sue lacrime” del regista egiziano Samir Seif, proiettato nella capitale egiziana presso il teatro della cattedrale copta di San Marco. Alla proiezione della pellicola hanno preso parte diversi vescovi copti ortodossi e di altre Chiese presenti in Egitto. In prima fila, tra gli spettatori invitati a condividere il singolare momento di condivisione spirituale, c’era anche Mama Maggie Gobran, la fondatrice dell’opera caritatevole Stephen’s Children, candidata nel 2012 al Premio Nobel per la Pace. Il film – ha sottolineato in alcune dichiarazioni ai media locale Krikor Ogkosdinos Coussa, vescovo di Alessandria degli armeni cattolici – richiama anche il ruolo imprescindibile delle madri nell’orientare i propri figli, “come ha fatto Santa Monica che ha seguito passo passo il figlio per confortarlo e accompagnarlo in modo che non rimanesse immerso nel peccato”. Per questo – ha aggiunto il vescovo Krikor “Agostino è chiamato il figlio delle lacrime: sono le lacrime di santa Monica e di tutte le madri che vogliono la felicità dei propri figli”.
Il film, diffuso nel 2018 a livello internazionale con il titolo in inglese “Augustine: son of her tears”, è frutto di una produzione interamente nord-africana tra Tunisia e Algeria, La pellicola – sui legge in una nota di presentazione – sulla traccia delle celebri ‘Confessioni’, mostra sant’Agostino d’Ippona alla continua ricerca di risposte in mezzo a fallimenti e debolezze, fino ad arrivare alla fede in Dio grazie alle incessanti preghiere e lacrime di sua madre santa Monica. La vicenda del Santo Vescovo d’Ippona si intreccia con la storia di Hedi, un giovane regista di Parigi dei tempi di oggi, che vuole realizzare un documentario proprio su sant’Agostino, e che proprio nell’affrontare tale impresa viene condotto a guardare e vivere in maniera diversa la propria esistenza e il rapporto con gli altri. .

da: www.fides.org
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