AFRICA/eSWATINI – Situazione calma, ma l’esercito rimane nelle strade; la diocesi riflette su “come essere Chiesa” tra agitazioni e Covid

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Manzini – “Lunedì 26 luglio terremo una riunione del consiglio presbiterale della diocesi per riflettere sia sull’attuale situazione di agitazione sia sull’impatto costante che il Covid-19 ha sulla nostra vita e sul lavoro pastorale. Mentre attraversiamo la terza ondata – con poco più del 2% della popolazione vaccinata – sembra chiaro che le ondate regolari, i blocchi parziali o totali e ae restrizioni continueranno a colpirci. Quindi non si tratta più di aspettare che finisca, ma di discernere come essere Chiesa in mezzo a una pandemia”. Lo comunica all’Agenzia Fides il Vescovo dell’unica diocesi del regno di eSwatini, che ha sede a Manzini, Sua Ecc. Mons. José Luis Gerardo Ponce de Leon, IMC.
Il piccolo stato monarchico dell’Africa meridionale è stato scosso nelle ultime settimane da proteste popolari senza precedenti , ora la situazione è calma, ma l’esercito è ancora presente nelle strade. Il 16 luglio Sua Maestà ha annunciato la nomina di Cleopas Sipho Dlamini come nuovo Primo Ministro, dopo la morte nel dicembre 2020, a causa del Covid-19, del suo predecessore. Nello stesso giorno si è tenuta una marcia a Manzini, promossa dalle organizzazioni della società civile e dai partiti politici, che è stata fermata dalla polizia.
Una delegazione della SADC arrivata nel paese per incontrare la società civile, i partiti politici e le organizzazioni ecclesiali, il 17 luglio ha visto i rappresentanti dei tre organismi che radunano le Chiese cristiane: la “Lega delle Chiese africane”, la “Conferenza delle Chiese di eSwatini” e il “Consiglio delle Chiese dello Swaziland”. “Il Consiglio delle Chiese dello Swaziland – spiega Mons. Ponce de Leon -, ha presentato un documento di nove pagine con un’analisi dei problemi attuali del Paese, la cronologia degli eventi, gli scenari possibili. Il documento presenta un elenco dettagliato degli incontri che il CSC ha tenuto nelle ultime due settimane con diverse parti interessate nel paese, e alcune raccomandazioni al governo e alla SADC, a breve e a lungo termine. Dal 1976 la Chiesa cattolica è membro fondatore del CSC insieme alla Chiesa anglicana e luterana. L’edificio dove si trovano gli uffici del CSC si chiama ‘Mandlenkosi’ in ricordo di Mons. Mandlenkosi Zwane, terzo Vescovo della diocesi cattolica di Manzini”.