AFRICA/eSWATINI – Situazione calma, ma senza indicazioni su come saranno affrontati i problemi sollevati dai disordini

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Manzini – “La situazione del Paese rimane ‘calma’ con sporadici episodi di violenza. Alcuni edifici scolastici sono stati incendiati. L’esercito è stato schierato il 29 giugno e da allora non è più stato richiamato in caserma. Sono state espresse preoccupazioni per la richiesta di stanziare più soldi per le forze di sicurezza e per il rischio di farne uno stato militare”. Lo comunica il Vescovo dell’unica diocesi del regno di eSwatini, con sede a Manzini, Sua Ecc. Mons. José Luis Gerardo Ponce de Leon, IMC, descrivendo la situazione del piccolo stato monarchico dell’Africa meridionale che alla fine di giugno è stato scosso da proteste popolari senza precedenti . Comunque “il governo non ha ancora fornito indicazioni sulla via da seguire e su come verranno affrontate le questioni sollevate dai disordini” evidenzia il Vescovo, rilevando come “alcuni gruppi di opposizione hanno invitato a boicottare le imprese legate alla famiglia reale per fare pressione sul governo e raggiungere così il tanto necessario dialogo nazionale”.
Una delegazione della SADC ha incontrato la società civile, i partiti politici e le organizzazioni ecclesiali per accertare i fatti. “Il rapporto della missione della SADC è stato presentato al governo, ma per quanto ne so, i contenuti non sono stati resi disponibili al pubblico – spiega il Vescovo -. Per il bene dell’immagine della SADC è importante che tutti vi abbiano accesso poiché la consultazione ha coinvolto il governo e molte altre organizzazioni: Ong, gruppi politici e Chiese. I social media hanno offerto uno spazio in particolare ai gruppi di opposizione, per condividere il loro punto di vista sulla situazione del paese e sulle possibili vie da seguire. Credo sia uno spazio importante per condividere punti di vista diversi.”
Sua Maestà ha invitato la nazione a tre giorni di digiuno e preghiera, dal 26 al 28 agosto, iniziativa accolta con favore dai tre organismi ecclesiali cristiani: la “Lega delle Chiese africane”, la “Conferenza delle Chiese di eSwatini” e il “Consiglio delle Chiese dello Swaziland”. “Il Consiglio delle Chiese, del quale la Chiesa cattolica è uno dei fondatori, ha preparato intenzioni di preghiera per quei giorni, aiutando i fedeli a presentare a Dio nella preghiera i problemi politici e sociali che stiamo affrontando” spiega Monsignor Ponce de Leon, che aggiunge il parere di alcuni, secondo cui “l’azione dovrebbe seguire la preghiera, e non ci si dovrebbe aspettare che Dio risolva i nostri problemi senza il nostro impegno”.