AFRICA/ETIOPIA – “Non è mai troppo tardi per fermare le violenze, l’unica via percorribile è la pace e la riconciliazione” affermano i Vescovi

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Addis Abeba – “Ci rattrista il cuore sentire parlare di guerra mentre tutti vorremmo sentir parlare di pace e riconciliazione” afferma la Conferenza episcopale etiope cattolica in una dichiarazione pubblicata al termine della sua Assemblea ordinaria, facendo riferimento al conflitto nella regione del Tigrai.
“L’orrore della guerra non è né un rimedio ai torti né una soluzione a una crisi. La guerra porta sofferenze indicibili e il prezzo che pagano gli innocenti è incalcolabile” affermano i Vescovi, che lanciano un appello al dialogo. “Non è mai troppo tardi per fermare le violenze, l’unica via percorribile, per il bene del popolo, è la pace e la riconciliazione, per soddisfare le esigenze di verità e di giustizia, per chiedere e concedere il perdono, ripristinare la fiducia reciproca, riconoscere gli ai come nostri fratelli e sorelle, non importa chi siano, e quanto siano profondi i nostri disaccordi, e appianare eventuali divergenze attraverso il dialogo e la negoziazione”.
Le numerose vittime civili, gli sfollati e le sofferenze della popolazione dell’area sono al centro dell’attenzione della Conferenza Episcopale. “Come Pastori, non possiamo non sentire l’angoscia e il dolore che la gente sta attraversando. Ci identifichiamo con loro e la loro angoscia è la nostra angoscia”. I Vescovi ringraziano “le persone che hanno lavorato instancabilmente per alleviare le sofferenze della popolazione” e chiedendo che gli aiuti continuino ad arrivare affinché “nessuno venga dimenticato o escluso”. In particolare rivolgono un pressante appello alle autorità sul campo per consentire l’accesso senza restrizioni agli aiuti umanitari. Oe 400.000 persone in Tigrai soffrono la fame, mentre circa 4 milioni di persone tra gli Stati di Tigrai, Amhara e Afar necessitano di qualche forma di aiuto alimentare.
L’assemblea, che si è tenuta dal 13 al 16 luglio, presso il Centro di Spiritualità dei Padri della Consolata, a Modjo, ha riunito i Vescovi di tutte le diocesi ad eccezione di Mons. Tesfassilasie Medhin, dell’Eparchia di Adigrat, in Etiopia, che si trova nella zona di guerra del Tigrai.
I partecipanti hanno offerto preghiere speciali per Mons. Medhin, che non si è unito all’assemblea “da un anno, a causa della guerra nel Tigrai, e soffre insieme al suo popolo” ed hanno pregato per il clero, i religiosi e le religiose e tutti i fedeli cattolici colpiti dalla guerra e dalla conseguente crisi umanitaria.