AFRICA/KENYA – “Il mio papà catechista”: una missione svolta con gioia, dedizione e passione

 503 total views,  1 views today

Nyangusu – Suor Ruth Bwaru Joseph, delle Suore Missionarie di San Pietro Claver, SSPC, originaria del Kenya, condivide la testimonianza di fede ricevuta dal suo papà, Giuseppe, catechista da 25 anni, e sottolinea l’importanza di questo ministero per l’evangelizzazione.
Sono nata in una famiglia numerosa di dieci figli. Mio padre e mia madre sono zelanti cattolici. In famiglia ogni sera pregavamo insieme il Rosario e altre preghiere. Ricordo che da bambini, pregando spontaneamente, chiedevamo al Signore di realizzare i nostri sogni di vita. Papà preparava personalmente ognuno di noi ai Sacramenti dell’iniziazione cristiana. L’esempio dei genitori era per noi di grande esempio e incoraggiamento; li vedevamo compiere i loro doveri con fedeltà e amore e sopportare con pazienza le contrarietà e le sofferenze della vita.
Sono convinta che alla testimonianza di vita e alle preghiere dei miei genitori devo non soltanto la mia fede, ma anche la mia vocazione religiosa. Da adolescente ammiravo con quanto zelo e con quanta dedizione mio padre annunciasse alla nostra gente la Parola di Dio. Abitavamo nella parrocchia di Nyangusu, ma mio padre esercitava la sua missione di catechista in 30 diverse stazioni missionarie molto distanti tra loro.
Poiché i villaggi sono sparsi su un territorio vastissimo e distano molti chilometri l’uno dall’altro, la nostra parrocchia non potrebbe fare a meno del ministero dei catechisti. I sacerdoti non sono in grado di raggiungere tutte le stazioni missionarie, nemmeno la domenica per la celebrazione dell’Eucaristia, e per questo debbono servirsi dei catechisti. Sono i catechisti a guidare le preghiere domenicali, che la nostra gente ama tanto, a presiedere la Liturgia della Parola, a spiegare il Vangelo e, se sono ministri straordinari dell’Eucaristia, sono ancora i catechisti a distribuire la Comunione. Impartiscono anche la catechesi ai bambini e ai giovani, guidano gli incontri formativi per i catecumeni e per coloro che si preparano a ricevere il Sacramento del Matrimonio e cercano di incoraggiare e rafforzare nella fede tutti i membri delle giovani comunità cristiane.
Da giovane, notavo che mio padre svolgeva la sua missione con vera gioia, dedizione e passione. Oggi, come suora, ammiro ancora di più la sua fede, la sua intensa vita di preghiera, lo spirito di sacrificio. Non disponendo di nessun mezzo di trasporto, con fatica andava a piedi da un villaggio all’altro, come un vero missionario, e lo faceva con gioia, perché amava la sua vocazione di catechista.
Quasi tutti i nostri catechisti, che svolgono gratuitamente il loro servizio, hanno famiglie molto numerose e per questo devono lavorare sodo per assicurare il mantenimento dei propri cari, per pagare le tasse scolastiche per i bambini, ecc. Anche mio padre ha lavorato duramente per garantirci un’esistenza dignitosa.
In verità, non riesco nemmeno a immaginarmi la vita cristiana nelle parrocchie della nostra diocesi senza il servizio dei catechisti. La maggioranza della nostra gente vive nei villaggi, coltivando i campi e pascolando le greggi. La domenica, quando il catechista arriva nel villaggio, aiuta la popolazione a staccarsi dalle occupazioni quotidiane che assorbono totalmente le loro vite e l’accompagna nella chiesetta del villaggio, dove può partecipare alla liturgia della Parola. Mio padre lo fa ogni domenica in un villaggio sempre diverso.
Avendo il papà catechista, con grande gioia ho letto la Lettera Apostolica Antiquum ministerium, con la quale Papa Francesco ha istituito il Ministero del Catechista. «L’intera storia dell’evangelizzazione di questi due millenni» – scrive il Santo Padre – «mostra con grande evidenza quanto sia stata efficace la missione dei catechisti». Ora sono molto più consapevole che il compito del catechista, che il mio papà svolge da 25 anni , è un vero e proprio ministero ecclesiale. Per questo pregherò più intensamente per lui e per tutti i catechisti del mio e degli altri Paesi del mondo. E invito anche tutti a pregare perché i laici riscoprano la loro missione nella Chiesa e, rispondendo alla chiamata dello Spirito, abbiano il coraggio di «andare incontro a tante persone che attendono di conoscere la bellezza, la bontà e la verità della fede cristiana».