AFRICA/KENYA – Sinodo 2021-2023: “Non rimanere fermi a guardare”: dice il vescovo Muhatia

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Nairobi – “Un cammino ecclesiale che ha un’anima che è lo Spirito Santo” definisce così il Sinodo sulla sinodalità, che il Papa inaugurerà il prossimo 9 e 10 ottobre 2021, il vicepresidente della Conferenza episcopale del Kenya mons. Maurice Muhatia Makumba, vescovo della diocesi di Nakuru. Rivolto agli oe cento partecipanti al recente webinar sul tema, il vescovo Muhatia ha ribadito l’appello di Papa Francesco affinché tutti i fedeli siano coinvolti nella prossima XVI Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi che culminerà nel 2023.
Il prelato ha esortato ogni cristiano, indipendentemente dalla posizione nella Chiesa, a partecipare attivamente nei preparativi sinodali per un migliore esito dell’evento. “Incoraggio e invito ognuno di voi a non rimanere seduti a guardare perché non c’è spazio per gli spettatori”, si legge nella nota pervenuta all’Agenzia Fides.
“La Chiesa di Dio è per il popolo di Dio, siamo tutti chiamati a camminare insieme come popolo battezzato e a partecipare pienamente alla missione profetica di Gesù Cristo”, ha spiegato il vescovo di Nakuru, sottolineando l’importanza del ruolo dei fedeli laici per la crescita della Chiesa. L’auspicio del prelato è che l’evento sia un cammino comune per i laici, i pastori e il Vescovo di Roma, “una sorta di sinodo decentrato”.
All’inaugurazione ufficiale seguirà la fase diocesana con l’avvio in tutte le chiese locali. “I coordinatori diocesani sinodali nominati dai vescovi saranno il punto di riferimento nella diocesi e il collegamento con la Conferenza episcopale.” Spiegando l’iter secondo il quale si svolgeranno le fasi sinodali mons. Muhatia ha spiegato che il materiale raccolto sarà inviato alle rispettive Conferenze Episcopali e sintetizzate “in ascolto di ciò che lo Spirito ha ispirato nelle Chiese loro affidate”, verrà poi trasmesso alla Segreteria Generale che redigerà il primo Instrumentum laboris, sulla base delle risposte delle Chiese locali. Una volta inviato alle Chiese particolari seguirà un periodo di sei mesi, da settembre 2022 a marzo 2023, che porterà alla fase continentale. Ciascun gruppo continentale redigerà poi un documento finale che sarà inviato alla Segreteria Generale e, sulla base delle risposte continentali, verrà redatto un secondo Instrumentum laboris.
L’intero processo sinodale culminerà nell’ottobre 2023, segnato dalla fase universale con la celebrazione dell’Assemblea Generale dei Vescovi a Roma, e presieduta dal Vescovo di Roma.