AFRICA/NIGER – “Le donne pregano che rimanga il sole, perché di notte colpiscono i jihadisti”

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Niamey – “Le donne della comunità pregano perché rimanga il sole, la luce, il più a lungo possibile, perché ora hanno paura del buio” dice all’Agenzia Fides p. Mauro Armanino, missionario della Società delle Missioni Africane dal Niger. “Diceva così Michel, già cuoco tuttofare di p. Pierluigi a Bomoanga” ricorda p. Mauro, riferendosi a p. Pierluigi Maccalli, il confratello della SMA rapito dai jihadisti a Bomoanga al confine con il Burkina Faso, nella notte tra il 17 e il 18 settembre del 2018, e rilasciato l’8 ottobre 2020 in Mali.
P. Mauro sottolinea che di sera hanno portato via la loro guida spirituale e ora, quando faceva ancora notte, hanno fatto saltare il traliccio della compagnia telefonica MOOV. “È accaduto il giorno della festa della Tabaski, martedì scorso, era ancora notte. Hanno collocato la dinamite alla base dell’antenna metallica e distrutto gli accessori che permettevano agli abitanti della zona di comunicare tra loro e di mantenere i contatti col mondo esteriore”.
P. Mauro sottolinea che “malgrado la presenza di una base militare nella zona, i jihadisti, perché proprio di loro si tratta, hanno reso inutilizzabili due ae antenne telefoniche”. Da circa un mese sia quella di Tangounga che quella di Tambole hanno fatto la stessa fine di quella di Bomoanga. Anche la pista che permetteva il passaggio di persone e beni tra Bomoanga e Ngoula, una distanza di 35 chilometri, è ormai resa off-limits dallo stesso gruppo armato terrorista, impedendo agli agricoltori di recarsi al mercato. “Ed è quest’ultimo che permette ai contadini di scambiare i propri beni e dunque di sopravvivere nel tempo chiamato della ‘soudure’. Si chiama così la stagione di transizione tra l’esaurimento dello stock di cibo nei granai e il tempo della nuova raccolta. Il blocco dei mercati aumenta la povertà dei poveri” afferma p. Mauro.
“I cristiani della parrocchia di Bomoanga pregano nei cortili delle case e sono gli animatori, formati in questi anni, a guidare la preghiera. Riunirsi nelle chiese è pericoloso perché la maggior parte delle comunità sono state minacciate dal farlo, pena uccisioni o la distruzione dei villaggio. Michel ringrazia perché in questi ultimi tempi nessuno è scomparso o è stato ucciso. Riconosce che vivere in quello stato di tensione permanente è diventato difficile per la salute e il morale. Difficile fare progetti che non sia l’attesa che tutto finisca un giorno. Le donne, loro, pregano perché il sole non se ne vada mai” conclude p. Mauro.