AFRICA/NIGER – Via Crucis all’insegna delle persone rapite nel Sahel tra cui p. Pier Luigi Maccalli

Niamey – La Chiesa in Niger si appresta a officiare una Via Crucis all’insegna delle persone rapite nel Sahel, e in particolare di Pier Luigi Maccalli, il missionario della SMA rapito in Niger nella notte tra il 17 e il 18 settembre 2018 a Gourmancé alla frontiera con il Burkina Faso e a circa 125 km dalla capitale Niamey, e di don Joël Yougbaré, sacerdote del Burkina Faso scomparso domenica 17 marzo nel nord del Paese.
“Nella Via Crucis nel 2015, la nostra Chiesa di famiglia in Niger ha commemorato la distruzione delle chiese che tra il 16 e il 17 gennaio di quell’anno ” scrive all’Agenzia Fides p. Mauro Armanino, missionario della Società delle Missioni Africane che vive e opera in Niger. “Quest’anno la nostra memoria è fatta con fratelli assenti che, nel grido del loro silenzio, danno alla croce del Venerdì Santo la forma dei loro volti. Il volto sfigurato di Cristo è trasfigurato nei volti dei sacerdoti rapiti, ma anche delle altre decine di cittadini portati altrove con la forza”.
Nessuno ha il monopolio della sofferenza o della persecuzione” continua p. Mauro. “Solo Gesù, il Figlio dell’Uomo, nel mistero dell’abbandono del Padre, ha toccato l’abisso della solitudine che noi, a volte, possiamo sperimentare. Questo privilegio, quello dell’abbandono nelle mani di Dio, è stato offerto a don Joel da un mese e a p. Pierluigi da sette mesi. Con tali testimoni di fede la via della croce dovrebbe diventare per noi ciò che realmente è: un sentiero dietro la croce e soprattutto un sentiero con la croce. È il segno di una violenza suprema, spudorata e inumana che continua a influenzare il nostro Sahel in un modo particolare. Allo stesso tempo è il segno più eloquente della fedeltà di Dio all’avventura umana che voleva condividere con noi. È alla testimonianza di questa fedeltà che questo cammino con la croce ci invita e ci sfida”.

da: www.fides.org
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