AFRICA/RD CONGO – La scomparsa del Cardinale Monsengwo: l’Apostolo della pastorale nel mondo politico

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Kinshasa – «Piangiamo il Cardinale Laurent Monsengwo Pasinya, che è stato e rimarrà per sempre una forza profetica per la Chiesa in Africa, specialmente nell’impegno politico per il trionfo della giustizia, della verità e della pace», scrive all’Agenzia Fides p. Donald Zagore, sacerdote della Società per le Missioni Africane, in merito alla morte dell’Arcivescovo emerito di Kinshasa avvenuta domenica 11 luglio a Versailles, in Francia. Il Cardinale era malato da tempo ed era ricoverato da qualche giorno.
«Con figure come l’Arcivescovo Joseph Albert Malula, venerato come uno dei padri fondatori delle Chiese africane, in particolare di quella di Kinshasa, e ora Monsengwo, non si può dire che la Chiesa in Africa non avesse grandi profeti. Il Congo infatti – spiega il teologo ivoriano – può considerarsi non solo il polmone ecologico dell’Africa, ma anche il suo polmone spirituale per i profeti che ha dato alla Chiesa locale.»
Il Cardinale Malula è considerato l’apostolo africano dell’inculturazione. «Il suo grande desiderio era quello di avere una Chiesa congolese in uno Stato congolese. Vedere Cristo incarnato, vivo nella realtà congolese è stato il motore della sua azione pastorale. Una battaglia che ha combattuto fino alla fine della sua vita.»
Come Malula con l’inculturazione, così il Cardinale Monsengwo, con la sua lotta politica, ha aperto, per l’uomo africano in generale e per la Chiesa in Africa, un campo pastorale fondamentale. Il porporato è infatti considerato come l’apostolo della pastorale nel mondo politico. «Monsengwo ha capito da subito che l’ambito politico non può essere estraneo alla Chiesa – conclude p. Zagore -. La salvezza è una realtà completa e va estesa a tutti gli ambiti della società africana, in particolare verso i settori dove c’è maggiore sofferenza