AFRICA/UGANDA – Attentato a Kampala: “Gli Ugandesi sono uniti nella preghiera”, dice una missionaria

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Kampala – “La situazione a Kampala resta ancora di stato di allerta. Il Parlamento resta chiuso e non si sa quando riprenderà le sessioni di lavoro. Le forze dell’ordine hanno inviato i cittadini rimanere il più possibile a casa, limitandosi agli spostamenti necessari. Le immagini dei kamikaze che si fanno saltare in aria, mostrate nei telegiornali sono davvero scioccanti ma, nonostante ciò la vita continua: la gente deve portare a casa il pane quotidiano. Su devono superare paura e barriere, e la preghiera è un’arma straordinaria”. A riferirlo all’Agenzia Fides è Suor Fernanda Cristinelli, missionaria comboniana che opera in Uganda come responsabile del “Comboni Children Center” per il recupero di bimbi vittime di tratta nella capitale Kampala, parlando della duplice esplosione avvenuta in città nei pressi della Centrale di polizia e del Parlamento . Il bilancio delle vittime è salito a 5 morti e 33 feriti “anche se il numero delle vittime – rileva suor Fernanda – potrebbe essere superiore a quanto riportato finora, poichè cinque dei feriti sono in condizioni critiche”. “Le autorità ugandesi – conferma la religiosa – stanno indagando sugli attacchi e, secondo le rivendicazioni giunte finora, la responsabilità della violenza dovrebbe essere delle Allied Democratic Forces” , che si dice abbia legami con lo Stato islamico”. In uno scenario di panico e generale sgomento per la brutale violenza, “in queste ore concitate, riferisce la suora – la risposta dei fedeli è molto sentita: tutti gli Ugandesi sono uniti nella preghiera”.
L’Uganda, solitamente risparmiata dal terrorismo, è stata teatro il mese scorso di una recrudescenza di attacchi: il primo è avvenuto il 23 ottobre quando una bomba è esplosa in un ristorante di Kampala; due giorni dopo, il 25 ottobre, una seconda bomba è esplosa su un autobus che percorreva l’autostrada Kampala-Masaka; una terza esplosione è avvenuta il 29 ottobre nel distretto di Nakaseke, a 60 chilometri a nord di Kampala. I primi due attentai sono stati rivendicati dallo Stato islamico.
Su 47 milioni di abitanti, i cristiani in Uganda sono circa l’85% della popolazione , mentre il 13% della popolazione è musulmana, mentre minoranze seguono culti tradizionali.