AMERICA/ARGENTINA – “Rinnoviamo il nostro ardore missionario ed evangelizzatore”: saranno beati i martiri del Zenta

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San Salvador de Jujuy – “Con lo stesso amore con cui don Pedro si lanciò nell’evangelizzazione, facendo scoprire la ricchezza dell’amore di Dio per ogni uomo, così noi rinnoviamo il nostro ardore missionario ed evangelizzatore come migliore risposta a questo dono che abbiamo ricevuto”. Lo scrive il Vescovo di Jujuy, Monsignor Daniel Fernandez, in un messaggio ai fedeli della sua diocesi dopo la notizia del riconoscimento del martirio, e quindi della prossima beatificazione, di don Pedro Ortiz de Zarate e dei suoi compagni martiri, conosciuti come “i martiri del Zenta”.
Il 13 ottobre infatti il Santo Padre Francesco ha autorizzato la Congregazione delle cause dei Santi a promulgare il Decreto riguardante il martirio dei Servi di Dio Pietro Ortiz de Zárate, sacerdote diocesano, e Giovanni Antonio Solinas, sacerdote professo della Compagnia di Gesù, uccisi in odio alla fede il 27 ottobre 1683 a Valle del Zenta .
“Per noi è una benedizione molto grande del Signore – scrive Monsignor Fernandez – che un abitante di Jujuy, che fu parroco della nostra Cattedrale, e prima ancora nella sua vita civile venne eletto per tre volte sindaco di San Salvador, sia elevato agli altari. I suoi resti furono sepolti sotto al sito che oggi occupa la Cattedrale di Jujuy, in un luogo che purtroppo non possiamo identificare. Sappiamo solo dalle cronache che i suoi resti mortali vennero traslati con grande devozione e raccoglimento, in questo sito per dargli la sepoltura cristiana”.
La Diocesi di San Ramón de la Nueva Orán ha iniziato e portato avanti la causa di beatificazione, rileva il Vescovo di Jujuy, che sottolinea: “il dono di questo beato, modello di sposo, padre, uomo pubblico, sacerdote e missionario, è un grande impulso per la nostra Chiesa pellegrina a Jujuy. Dobbiamo sentirci stimolati e impegnati a onorare don Pedro vivendo anche noi l’eroicità della testimonianza della fede, della speranza e della carità”.
Monsignor Luis Antonio Scozzina, Vescovo di San Ramón de la Nueva Orán, comunicando la notizia ai suoi fedeli scrive: “Nel quadro dei 60 anni della creazione della Diocesi e dopo un lungo processo di studio, questa notizia è un segno dell’Amore provvidenziale di Dio nella vocazione missionaria di questa Chiesa di Nueva Orán. E’ motive di gioia e di consolazione per il popolo fedele, il riconoscimento della santità di questa comunità missionaria, formata da questi pastori e da un gruppo di laici, tra cui spagnoli, creoli, mulatti e membri delle comunità indigene di Humahuaca e Jujuy”.
Pedro Ortiz de Zarate nacque il 29 giugno 1626 a San Salvador de Jujuy , in una famiglia di origine basca. A 17 anni si sposò ed ebbe due figli. Rimasto vedovo, seguì la vocazione al sacerdozio, venne ordinato nel 1657. La sua vita fu segnata da un’intensa attività apostolica tra gli indigeni, dall’impegno per la preghiera e il culto divino, per la musica sacra e l’amministrazione dei sacramenti ai poveri e ai malati.
Giovanni Antonio Solinas nacque a Oliena, in provincia di Nuoro nel 1643. Nel 1663 entrò nella Compagnia di Gesù. Nei primi mesi del 1672 manifestò ai superiori la vocazione missionaria, orientata verso gli aborigeni americani. Il suo primo campo di apostolato fu nella Reducciòn di Itapùa , dove si distinse per lo zelo apostolico e la carità verso i nativi. Nel 1683 venne destinato alla missione del Chaco, insieme al Servo di Dio Pietro Ortiz de Zarate con il quale condivise la morte
il 27 ottobre 1683 a Valle del Zenta . Si trovavano in quella zona insieme a 18 laici, tra cui alcuni indios convertiti, e dopo aver celebrato la Messa vennero colpiti dagli aborigeni appartenenti alle tribù di Tobas e Mocovíes. All’epoca infatti c’erano contrasti e lotte tra le tribù indigene. Sui loro corpi furono trovati segni di violenza e di tortura.