AMERICA/CILE – I religiosi e le religiose cileni: i candidati alle prossime elezioni siano all’altezza della situazione

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Santiago – “Stiamo vivendo un tempo di crisi, che provoca grande incertezza, in vari ambiti: mancanza di sicurezza, violenza e instabilità della vita sociale. Ogni trasformazione e cambiamento della realtà porta in sé la sensazione di non avere il controllo degli eventi che si verificano. Per questo è necessario e urgente rimanere fermi in ciò che è essenziale, la nostra identità di esseri umani creati per amare e convivere con Dio, con noi stessi, tra di noi e con il Creato”. Lo afferma la Conferenza dei Religiosi e delle Religiose del Cile, in vista delle elezioni del 21 novembre, in un comunicato pervenuto a Fides.
Esprimendo la loro preoccupazione per le prossime elezioni presidenziali e parlamentari, i Religiosi e le Religiose cilene lanciano un appello ai candidati, perchè siano all’altezza della situazione, che “richiede leader che abbiano il bene comune come fondamento del loro servizio a tutte le persone, senza distinzione, e la cura della Casa comune”. Inoe devono essere disponibili all’incontro e al dialogo, per stabilire ponti che costruiscano la pace e la convivenza fraterna tra tutti I cileni, riconoscendo la nostra diversità culturale. In particolare devono avere “braccia aperte e senza frontiere per accogliere, proteggere, promuovere e integrare gli immigrati; raggiungere la giustizia attraverso l’equità per una vita dignitosa, che permetta di vivere in pace le relazioni reciproche”.
Il comunicato auspica condizioni di vita che favoriscano la libertà, il rispetto reciproco, la cura della natura cercando una relazione sostenibile nell’economia, attraverso leggi che si occupino e proteggano dallo sfruttamento e dallo sterminio di tutte le forme di vita e di cultura.
I Religiosi e le Religiose del Cile concludono il loro messaggio “ponendo la nostra speranza nel Dio della Vita”, e rinnovando quindi la convinzione che “il Vangelo porta la Buona Novella di uno stile di vita che ci libererà dalla schiavitù delle false idolatrie che costruiscono muri e creano divisioni, portando luce alla nostra mente e al nostro cuore per vedere, valorizzare e prendersi cura di tutti, perché siamo tutti fratelli”.
Il Cile sta ancora vivendo un lungo periodo di crisi e incertezza in tutti i campi – politico, economico, sociale ed ecclesiale – iniziato nell’ottobre 2019, con la mobilitazioni contro il carovita e la corruzione. Violenze e scontri non hanno risparmiato i luoghi di culto. Il plebiscito del 25 ottobre 2020 ha sancito l’inizio del processo per l’elaborazione di una nuova Costituzione, la cui stesura è stata affidata ad una “Convenzione Costituente”, i cui membri sono stati scelti alle elezioni del 15 e 16 maggio 2021 . Preoccupati per il clima di violenta polarizzazione della vita politica, specialmente nella campagna elettorale, i Vescovi cileni hanno pubblicato un loro messaggio, ad un mese dalle elezioni presidenziali, parlamentari e regionali del 21 novembre, intitolato “Per vivere il processo elettorale nella pace e nella concordia cittadina”. I Vescovi invitano tutti “ad agire in modo responsabile”, sottolineando che “per chiunque verrà a governare il Paese nel prossimo periodo, il compito sarà difficile e complesso” .