AMERICA/CILE – La nuova Costituzione riconosca il diritto all’educazione e la libertà di istruzione a tutti i livelli

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Santiago – In seguito all’esito del plebiscito del 25 ottobre 2020 , celebrato al culmine di un lungo periodo di crisi che il Cile attraversa in tutti i campi – politico, economico, sociale e religioso – dall’ottobre 2019, è stato avviato il processo per l’elaborazione di una nuova Costituzione. A questo proposito, l’Area Educazione della Conferenza Episcopale del Cile ha presentato una riflessione sui principi fondamentali in campo educativo, a cui si dovrebbe ispirare l’elaborazione della nuova Costituzione. Il documento è stato approvato dal Comitato Permanente della CECh.
“L’educazione implica la partecipazione di diversi attori. Tra questi occupano un posto centrale e rilevante le famiglie, che costituiscono l’unità vitale essenziale per lo sviluppo della persona all’interno della società. Sono alla base dell’educazione e della cura dei bambini, degli adolescenti e dei giovani, soprattutto nei primi anni di vita” si legge nel testo, inviato a Fides. Inoe, “l’integrazione sociale e l’equità della società cilena iniziano lì. Sono, insieme alle diverse istituzioni educative, una componente essenziale della formazione della persona umana. Per questo vogliamo che la futura Costituzione conceda garanzie che tutelino e valorizzino le famiglie, la loro dignità e il loro ruolo educativo” afferma il documento, aggiungendo il desiderio di una Costituzione che “consacri l’istruzione come diritto, stabilendo garanzie di accesso, scelta, permanenza e uscita; in un processo educativo globale di qualità e inclusivo, l cui obiettivo è lo sviluppo delle persone nella loro multidimensionalità , nel pieno rispetto della dignità, dei diritti umani, delle libertà fondamentali e dei principi democratici”.
Il documento propone poi i seguenti principi, considerati fondamentali per la nuova Costituzione: Tutela delle famiglie e dell’istruzione; Garanzia del diritto all’istruzione e della libertà di istruzione a tutti i livelli; Eguaglianza educativa; Educazione interculturale e lingue native; Comunità educative partecipative; Autonomia degli istituti di istruzione superiore; Neutralità attiva dello Stato e pluralismo culturale.
Il documento, firmato dal Presidente dell’Area Educazione della CECh, Mons. Héctor Vargas, e dal Consiglio consultivo, si conclude affermando che nella sfida per costruire un Paese più giusto e solidale, in cui bambini, adolescenti e giovani possano sviluppare tutte le loro potenzialità, “vogliamo che la centralità e la partecipazione degli studenti siano riconosciute all’interno dei diversi spazi educativi”.