AMERICA/CILE – Le confessioni religiose chiedono che la nuova Costituzione garantisca la libertà religiosa senza distinzioni

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Villarrica – “La nuova Costituzione deve garantire ampiamente la libertà religiosa di tutte le persone, senza distinzioni di alcun tipo, e anche delle confessioni religiose in quanto tali, cioè la libertà di svolgere la propria missione e di svolgere le proprie attività, sia pubbliche che private, avendo come limiti l’ordine pubblico, la moralità e i buoni costume”. Lo sottolinea Sua Ecc. Mons. Francisco Javier Stegmeier, Vescovo di Villarrica, commentando la recente dichiarazione dei rappresentanti di undici confessioni religiose, che indica gli aspetti da considerare nella nuova Costituzione perchè venga assicurato il diritto umano di esercitare il proprio credo religioso, senza impedimenti o obblighi da parte dello Stato.
“La persona è per sua natura religiosa e allo stesso tempo è un cittadino, chiamato ad adempiere sia ai suoi doveri religiosi e morali, sia ai suoi doveri sociali, economici e politici” afferma il Vescovo di Villarrica, che elenca tre diritti fondamentali che devono essere garantiti: il diritto di ogni confessione religiosa a regolare il matrimonio dei suoi membri; l’educazione dei figli è responsabilità
dei genitori; il diritto a promuovere iniziative sociali coerenti con la rispettiva missione religiosa: scuole, università, ospedali, media, case per bambini e anziani, ecc.
Il 19 ottobre i rappresentanti di undici confessioni religiose presenti in Cile hanno consegnato al Vicepresidente aggiunto della Convenzione, Rodrigo Álvarez, un documento intitolato “Considerazioni e proposte di contenuto sulla libertà religiosa nella nuova Costituzione”, dove sono raccolti alcuni elementi considerati essenziali e comuni a tutte le grandi espressioni di fede presenti nel paese, i quali dovrebbero essere considerati nell’attuale dibattito per l’elaborazione della nuova Costituzionale.
Sua Ecc. Mons. Juan Ignacio González, coordinatore di questa istanza interreligiosa, ha evidenziato: “È un documento comune, relativamente ampio, in cui vengono espressi gli elementi centrali della libertà religiosa, tra cui la libertà di educazione, la libertà di insegnamento, la libertà di matrimonio, tra le ae cose”. Il Vescovo ha anche ricordato che la libertà religiosa è presente in ae costituzioni moderne, aggiungendo che per “poter regolare il fenomeno religioso come fattore sociale molto importante nella vita di un Paese libero, pluralistico e democratico come il nostro”, è necessario non dipendere dalle concessioni dello Stato per lo sviluppo dell’azione religiosa, aspetto che dovrebbe essere considerato nella discussione costituente.