AMERICA/COLOMBIA – Cauca: il Presidente firma l’accordo con indigeni e contadini, dopo le esortazioni della Chiesa

Cauca – Il presidente della Colombia, Iván Duque, il 6 aprile ha firmati a Popayán, capitale del dipartimento di Cauca, gli accordi con gli indigeni e i contadini della zona chiamata Minga sociale. Erano presenti all’atto ufficiale anche la vicepresidente, Marta Lucía Ramírez, e alcuni ministri. I manifestanti, un gruppo molto numeroso della popolazione, avevano bloccato da 27 giorni la via principale del sud della Colombia, La Panamericana, chiedendo al governo di adempiere alle promesse di sviluppo locale fatte fin dal 1999. Problemi di grande importanza ancora insoluti come la riforma agraria, la sostituzioni delle coltivazioni, la mancanza dell’assistenza sanitaria e delle scuole nella zona hanno costretto gli abitanti a provocare
una paralisi nella zona per attirare l’attenzione del governo centrale.
Dopo i violenti scontri del 3 aprile a Cauca, dove un manifestante è morto e altri sei sono rimasti feriti gravi, il sindaco di Pasto, Pedro Vicente Obando, aveva chiesto di incontrare Mons. Oscar Urbina, Presidente della Conferenza episcopale, con l’obiettivo di chiedere formalmente la mediazione della Chiesa cattolica per cercare di promuovere il dialogo tra le comunità indigene di Cauca e il presidente Duque.
Il 15 marzo la Chiesa cattolica, attraverso il Vescovo di Popayán e i Vicari Apostolici di Guapi e Tierradentro, le giurisdizioni ecclesiastiche che comprendono il territorio di Cauca, avevano insistito sulla richiesta di “progredire nella costruzione di un popolo riconciliato e pacifico”. “La costruzione delle relazioni sociali a Cauca richiede fiducia nell’altro – avevano detto alla stampa -, la sfiducia spesso porta all’inimicizia”, sottolineando la necessità di “segni stabili di sincerità e una grande capacità di dialogo”.

Il governo si è impegnato a investire 823 miliardi di pesos per la zona indigena di Cauca , destinandoli ai contadini, ai loro piani abitativi, alle nuove terre, alle strade e ai meccanismi di protezione, riparazione e restituzione alle vittime. Infatti dopo il conflitto armato con la guerriglia e il narcotraffico, tante famiglie di contadini sono rimaste senza niente dopo la distruzione dei campi di droga e l’abbandono dei militari. L’accordo prevede anche un nuovo incontro a maggio per verificare la presenza del governo e lo sviluppo della zona.
La lettera dei Presuli del Cauta inviata a Fides a fine marzo concludeva: “Ci sono problemi che richiedono una risposta immediata, ci sono anche situazioni che richiedono coordinamento e lavoro con una proiezione nel futuro. La strada diventa più fruttuosa quando siamo aperti a ricevere i contributi di tutti e quando stabiliamo obiettivi a lungo termine che cercano il bene di tutti gli abitanti di Cauca”.

da: www.fides.org
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