AMERICA/ECUADOR – “Cessi la violenza”: preghiera e riflessione sul valore della vita umana in tutte le sue espressioni

 77 total views,  1 views today

Quito – “Come Pastori della Chiesa in Ecuador, desideriamo fare un appello agli uomini e alle donne di buona volontà a dare valore alla vita umana, a prendere coscienza che l’essere umano non è non è un oggetto da usare e gettare, qualcosa che può essere usato e gettato via. Se siamo coscienti della dignità della natura umana, avremo la certezza che il cuore delle persone e delle istituzioni non può corrompersi. Questo appello si estende anche alle aurità, che hanno la responsabilità di cercare la pace sociale come base per il benessere economico”.
Attraverso un comunicato del Consiglio di Presidenza della Conferenza Episcopale dell’Ecuador, intitolato “Cessi la violenza!”, i Vescovi fanno sentire la loro voce, “come credenti nel Dio della vita”, dopo i tragici eventi verificatisi nel penitenziario di El Litoral di Guayaquil, dove il 30 settembre, 116 detenuti sono morti e ai 80 sono rimasti feriti negli scontri a colpi d’arma da fuoco scoppiati tra bande rivali all’interno del penitenziario stesso. A darne notizia è stato il presidente della Repubblica, Guillermo Lasso, che si è trasferito nella città portuale opo aver decretato due mesi di stato di emergenza per il sistema carcerario di tutta la nazione.
Anche Papa Francesco, all’Angelus di domenica 3 ottobre, ha invitato alla preghiera con queste parole: “mi ha molto addolorato quanto è avvenuto nei giorni scorsi nel carcere di Guayaquil, in Ecuador. Una terribile esplosione di violenza tra detenuti appartenenti a bande rivali ha provocato più di cento morti e numerosi feriti. Prego per loro e per le loro famiglie. Dio ci aiuti a sanare le piaghe del crimine che schiavizza i più poveri. E aiuti quanti lavorano ogni giorno per rendere più umana la vita nelle carceri”.
Nel loro comunicato, i Vescovi sottolineano che l’alto numero di morti non può lasciare indifferente la società: “Ogni esistenza distrutta è una campana alle nostre coscienze, per riflettere su quale mondo stiamo costruendo, quale società vogliamo: quella di alcuni che affrontano gli ai o dell’unità nella ricerca di un bene per tutti, senza lasciare nessuno indietro sul cammino”.
In particolare, rivolgendosi a coloro che hanno partecipato a questo massacre, i Vescovi chiedono di “mettere fine alla violenza e al mercato della morte, e trasformino le loro armi in aratri e le pallottole in semi di vita”. Dopo aver espresso vicinanza e solidarietà alle famiglie delle vittime, “affinché vivano questi momenti di lutto con fede e nella pace, e possano perdonare coloro che hanno messo fine alla vita dei loro cari”, i Vescovi propongono all’intera comunità cattolica, cristiana e di buona volontà, “un impegno concreto e improrogabile”: nel mese di ottobre, e specialmente il 2 novembre, giorno in cui la Chiesa celebra la memoria di tutti i Defunti, realizzare giornate di preghiera e di riflessione sul valore della vita umana in tutte le sue espressioni. “Cari fratelli – concludono -, vi invitiamo a costruire una cultura di pace, basata sulla giustizia, l’amore, l’eguaglianza e la solidarietà”.