AMERICA/GUATEMALA – Proteste, tensione sociale, Covid, i Vescovi lanciano l’appello al dialogo

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Città del Guatemala – I Vescovi del Guatemala hanno alzato ancora una volta la voce di fronte alla grave situazione sociale e politica che sta attraversando il Paese centroamericano riguardo alla drammatica situazione negli ospedali a causa dei contagi da Covid-19. “Il livello di esaurimento del personale sanitario è allarmante; il numero di persone infette è aumentato considerevolmente; i settori della popolazione colpiti riguardano età diverse e preoccupa molto l’annuncio della presenza di un nuovo ceppo del virus, più aggressivo e contagioso” si legge nella nota pervenuta a Fides.
“La vaccinazione di massa contro il virus Covid-19 non ha ottenuto i risultati attesi, sia per la lentezza della somministrazione sia perché non tutti cittadini si presentano per farsi vaccinare” aggiunge la nota.
I Vescovi hanno inoe espresso preoccupazione per le recenti proteste sociali indette da diversi settori per chiedere le dimissioni del Procuratore Generale e del Presidente della Repubblica; proteste con blocchi su strade, dogane e aeroporti.
“Per noi Vescovi, con la consapevolezza che scaturisce dalla nostra responsabilità pastorale e civile, ciò che sta accadendo ora è motivo di grande preoccupazione. È il segno evidente di una viva insoddisfazione del popolo, del suo malcontento, della sua frustrazione e del sentirsi di nuovo deluso”, sottolineano.
Il comunicato conclude con un appello al dialogo e ricordando che “Non sono le dimissioni del presidente ciò che il popolo dovrebbe chiedere, poiché significherebbe un grave passo indietro nel nostro processo democratico, ma piuttosto ricordargli gli impegni che ha assunto con tanta veemenza nel suo discorso di insediamento e chiedergli di adempiergli”.