AMERICA/HAITI – I Missionari Camilliani in prima linea per dare risposte concrete alla popolazione disorientata

 142 total views,  3 views today

Port au Prince – E’ di poche ore fa la notizia diffusa dalla stampa locale che la polizia di Haiti ha ucciso quattro “mercenari” e ne ha arrestati ai due, ritenuti responsabili dell’agguato costato la vita al presidente Jovenel Moise . “Da più di due anni l’isola di Haiti è in mano a bande di criminali che destabilizzano il Paese con una ferocia inaudita, bloccando strade, ammazzando persone e soprattutto organizzando la fiorente industria dei sequestri di persona, senza guardare in faccia nessuno e senza alcuna pietà”. E’ quanto scrive all’Agenzia Fides padre Antonio Menengon, missionario Camilliano, responsabile di Madian Orizzonti Onlus, associazione che opera in Italia e nelle missioni Camilliane all’estero, in merito a questo ennesimo efferato episodio di violenza.
Nonostante questa gravissima situazione – prosegue p. Antonio -, i Camilliani presenti ad Haiti continuano il loro instancabile lavoro per far funzionare al meglio l’ospedale Foyer Saint Camille e il centro per disabili Foyer Saint Camille, la scuola, proseguire i lavori per la costruzione di case e la campagna alimentare che aiuta migliaia di famiglie a sopravvivere a questa tremenda situazione.”
Il sacerdote conferma che lavorare in un contesto di violenza quotidiana diventa sempre più difficile e sottolinea quanto sia aettanto importante esserci e dare una risposta concreta a persone ammalate, a disabili, a chi è senza lavoro, senza casa e senza cibo. “Vogliamo essere vicini a questa popolazione stremata dalla violenza e dalla fame, così tragicamente presenti da far passare in secondo piano la pandemia di Covid-19 – dice il Camilliano -. I nostri Missionari sono in prima linea per dare risposte concrete a una popolazione ormai al totale sbando e alla completa disperazione e chiedono il nostro aiuto nella preghiera e nella solidarietà per poter continuare, nonostante tutto, a donare vita e a rispondere con sempre maggiore impegno alla disperazione di tanta gente infondendo loro una briciola di speranza.”
In questo tempo di violenza, durante il quale sono aumentati gli ammalati, i feriti e l’accoglienza dei bambini disabili, l’Ospedale Foyer Saint Camille porta avanti il suo impegno. “Ormai – spiega p. Antonio – non si può più parlare di povertà ma di spaventosa miseria. Da diversi anni abbiamo incrementato l’aiuto alimentare a migliaia di famiglie che hanno sperimentato e sperimentano più che la virulenza del Covid-19, il moltiplicarsi a dismisura del virus della fame. Tantissimi non possono permettersi nemmeno una baracca di lamiere, cartoni e fango; sono costretti ad affittare un materasso per dormire la notte e il possesso di una baracca è diventato solo un miraggio. Per rispondere a questa ulteriore emergenza, abbiamo ripreso la costruzione di piccole abitazioni per aiutare almeno le famiglie numerose e dare loro un riparo. Solo in questi ultimi tre mesi ne abbiamo già costruite 21 e continueremo a farlo perché dare un tetto e una stabilità a genitori con 5 o 6 figli significa portare sicurezza, igiene e salute e soprattutto prevenire disadattamento sociale e malattie.”