AMERICA/HONDURAS – Proibito agli emigranti haitiani prendere l’autobus o chiedere passaggi, la Chiesa li accoglie nelle comunità

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Tegucigalpa – “Noi accogliamo gli emigranti nei nostri templi, nelle chiese delle nostre comunità di Quebradas, Cifuentes e San José de Mata Guineo. Il mare di persone è incredibile! Quanto è triste che non possano viaggiare in autobus o che non si possano portare in auto, perché è proibito dal governo honduregno”: queste le amare parole del missionario redentorista padre Eduardo Andrés Martínez, inviate a Fides dall’Honduras. Da alcune settimane infatti i redentoristi della missione permanente nel comune di Trojes, dipartimento del Paraíso, sono impegnati ad alleviare le sofferenze degli emigranti haitiani che stanno attraversando grandi difficoltà, a tutti i livelli, per raggiungere gli Stati Uniti.
Nella nota inviata all’Agenzia Fides dai missionari redentoristi che lavorano nel centro America, si legge anche la testimonianza dell’economo provinciale, padre Oscar Danilo Orozco Martínez, CSsR, che condivide in un video quanto ha visto nel suo viaggio in Honduras: “immagini che fanno molta impressione: sulla strada per Trojes, vedere tante gente che cammina verso Tegucigalpa, a cui il governo honduregno ha vietato di salire sui mezzi di trasporto, costringendoli a percorrere a piedi lunghe distanze, molte sono donne incinte con i bambini in braccio”.
Anche sulle reti sociali si può vedere quanto raccontato dai missionari redentoristi, sul Facebook del centro di evangelizzazione “Jesus esta vivo” e su quello della Parrocchia del Sacro Cuore del quartiere Nueva Esperanza de Danlí, che sono diventate un rifugio per i migranti haitiani che, nel loro viaggio irregolare verso gli Stati Uniti, transitano per l’Honduras e hanno denunciato ripetute violazioni dei loro diritti umani.
Mons. José Antonio Canales Motiño, Vescovo di Danlì, ha sottolineato la mancanza di risposta delle autorità al problema dell’immigrazione, e ha anche chiesto misericordia per gli haitiani, fraternità, gentilezza, protezione dalle ingiustizie, oe a cibo o sostegni economici. “Gesù ha detto che il giorno del giudizio ci chiederà come ci siamo comportati con lo straniero, lui stesso dice: ero straniero e mi avete dato alloggio. Come Chiesa vogliamo adempiere al mandato di Gesù e offrire secondo le nostre possibilità, una notte di riposo, una cena o una colazione, in modo che il passaggio dei migranti haitiani attraverso il nostro paese, sia meno difficile. Non ci fermeremo finché ci saranno migranti che ne avranno bisogno” ha affermato il Vescovo sui social media.
Mons. Canales ha inoe precisato: “Riguardo alle autorità, io mi vergogno. Quale honduregno non ha un parente che si è recato illegalmente negli Stati Uniti? Conosciamo la sofferenza che subiscono i nostri fratelli nel loro passaggio attraverso il Guatemala o il Messico? Perché ci comportiamo così con loro? Voglio pensare che la maggior parte degli honduregni non sia così, ma ci sono persone che, per l’autorità che hanno, sono testarde verso questi fratelli e sorelle. I migranti vogliono solo che il loro passaggio attraverso l’Honduras sia tranquillo, non sono e non saranno un problema per noi”.
Il Vescovo ha annunciato che la parrocchia redentorista di Nostra Signora del Perpetuo Soccorso a Trojes ha dato vita alla Pastorale dei Migranti o della Mobilità umana. “Così possiamo avere più risorse umana di solidarietà, inoe il direttore regionale della Salute mi ha contattato per offrire la sua assistenza sulle questioni sanitarie di cui i migranti hanno bisogno” ha aggiunto.
Più di 3.000 immigrati stranieri sono stati arrestati in Honduras da gennaio a giugno 2021 per essere entrati illegalmente nel Paese con l’idea di raggiungere gli Stati Uniti, secondo i dati del National Migration Institute . L’Honduras infatti è diventato negli ultimi anni un punto di transito privilegiato per gli emigranti, soprattutto haitiani, cubani e africani, che attraversano i paesi centroamericani per raggiungere gli Stati Uniti. In queste ultime settimane, secondo fonti di Fides, il numero degli haitiani è aumentato enormemente rispetto agli ai gruppi.