AMERICA/MESSICO – I Vescovi “a favore della donna e del diritto alla vita”

 17 total views,  3 views today

Città del Messico – La Corte Suprema di Giustizia della nazione si è pronunciata sull’incostituzionalità di alcuni articoli del Codice penale dello Stato di Coahuila, riguardanti la criminalizzazione della donna che ricorre all’aborto in determinate condizioni, di chi l’ha aiutata e del personale sanitario che l’ha assistita . I Vescovi del Messico, dopo aver studiato tale risoluzione e le argomentazioni avanzate nelle sessioni di discussion pubblica, ritengono che “i problemi affrontati dalle donne e lo status giuridico del nascituro siano una questione complessa, con un’importanza antropologica, scientifica, filosofica ed etica che non può essere ridotta a una risoluzione in un provvedimento giudiziario”. Quindi ritengono essenziale che “tutti i protagonisti sociali –al di fuori di un clima di polarizzazione ideologica e senza aggrapparsi alle posizioni politiche– si impegnino in una nuova e profonda riflessione che permetta di trovare un percorso comune di soluzione a un problema multidimensionale e multifattoriale come quello con cui abbiamo a che fare”.
Nel comunicato, pervenuto a Fides, i Vescovi messicani offrono quindi alcuni spunti di riflessione che orientino la coscienza dei fedeli e degli uomini di buona volontà, sotto il titolo “A favore della donna e a favore del diritto alla vita”. “Nessuna donna dovrebbe essere costretta a prendere la drammatica decisione di ricorrere alla pratica dell’aborto – affermano i Vescovi -, una situazione che in un gran numero di casi lascia un profondo seguito di dolore. In questo senso, siamo consapevoli che il carcere non è una soluzione al problema delle donne che abortiscono”. La Chiesa, come Madre di tutti gli esseri umani, compresi quelli già concepiti ma non ancora nati, “deve anche proteggere – con tutti i mezzi leciti – la loro dignità fondamentale di creature di Dio e assicurare che il loro diritto alla vita non sia condizionato, discriminato o soggetto alla volontà o alla decisione di un terzo. Né che questo percorso costituisca una soluzione alternativa”.
I Vescovi quindi si rammaricano profondamente che “di fronte all’apparente dilemma di non criminalizzare la donna che abortisce e preservare la vita del nascituro concepito, la Corte abbia scelto di scartare il secondo, senza cercare la salvaguardia di entrambi”. Ricordano poi che il diritto alla vita è riconosciuto e garantito sia dalla Costituzione messicana che dai più importanti Trattati internazionali sui diritti umani, e in questo senso, “la risoluzione della Corte opera un pericoloso e sproporzionato contrasto” tra il “diritto delle donne a decidere” e “la tutela costituzionale del nascituro”. Su questo tema si soffermano con alcune riflessioni.
Infine i Vescovi sottolineano che viviamo in un’epoca di grandi sfide sociali, e citando Papa Francesco, esortano per questo a “camminare insieme, a favore del bene comune, della dignità umana e dei Diritti fondamentali di tutte le persone, di qualsiasi condizione”. I temi discussi in questi giorni dalla Corte Suprema, concludono, “richiedono un rinnovato impegno di tutti i protagonist politici, della comunità accademica, delle Chiese e delle organizzazioni civili per garantire la protezione delle donne in ogni circostanza, siano esse incinte o meno, nel rispetto del diritto umano alla vita sia della madre che del nascituro”.