AMERICA/MESSICO – I Vescovi di Veracruz: “I legislatori hanno l’obbligo etico di essere ben informati e di ascoltare il grido di chi li ha eletti”

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Veracruz – “I Vescovi cattolici delle otto diocesi di Veracruz sono costernati per il percorso che alcuni legislatori hanno appena intrapreso a favore della cultura della morte” scrivono in un loro messaggio, significativamente intitolato “Si vuole veramente la vita e il bene dei cittadini?”. Ricordando che il Congresso di Veracruz, con 25 voti a favore, 13 contrari e una astensione, ha approvato la depenalizzazione dell’aborto fino a 12 settimane di gestazione, “contravvenendo alla nostra Costituzione statale”, i Vescovi deplorano che “il Congresso dello Stato sia in balia di tendenze ideologiche che cercano di imporre l’aborto nel nostro amato Stato di Veracruz”, e ribadiscono: “Con imposizioni ideologiche e leggi sulla morte come questa, invece di togliere un peso a un popolo duramente colpito dalla pandemia, sulle loro spalle viene posto un fardello che li ferisce nel loro essere più profondo, nella loro essenza, nella loro identità, nelle loro convinzioni e valori: nella loro spiritualità”.
Nel messaggio, pervenuto a Fides, i Vescovi denunciano i promotori dell’aborto, che “si rifugiano in un’ideologia che nega le prove scientifiche e disprezza la realtà della vita umana, usando espressioni o concetti che manipolano il linguaggio per nascondere il vero dramma implicito in qualsiasi aborto”, inoe la depenalizzazione dell’aborto “danneggia nella sua essenza il tessuto sociale inviando un messaggio dannoso alle donne stesse, ai bambini e ai giovani”.
Quindi ribadiscono che “senza il rispetto del diritto alla vita fin dall’inizio, nessuno sarebbe al sicuro in questo mondo”, perché un domani l’ideologia che sostiene queste azioni potrebbe considerare che ae persone non sono degne di vivere, a causa della loro vecchiaia, della loro religione, della loro razza, o del loro modo di pensare. E’ disdicevole che il Congresso abbia chiuso le porte e le orecchie ai raggruppamenti che intendevano presentare alcuni punti di vista secondo le scienze giuridiche, mediche e psicologiche. “I legislatori hanno l’obbligo etico di essere ben informati e di ascoltare il grido delle persone che li hanno eletti e di soddisfare le loro reali e urgenti necessità”.
Con rammarico i Vescovi sottolineano che non è stata prestata alcuna attenzione alle ragioni che portano una madre incinta a considerare l’aborto, ribadiscono che questo “non risolve nessuno dei problemi delle madri incinte, ma le espone ancora alla violenza e a possibili nuovi abusi”, mentre il popolo di Veracruz “crede profondamente nella vita come un vero dono di Dio, la apprezza e la rispetta”, consapevole che di fronte alle avversità che molte donne sperimentano durante la gravidanza, “sono necessarie buone azioni e istituzioni solide, per proteggerle, prendersi cura di loro e del bambino che portano in seno”.
I legislatori di Veracruz si sono precipitati a votare e hanno imposto l’aborto a Veracruz, “invece di affrontare problemi reali e urgenti, hanno disprezzato e messo a rischio il dono e il diritto alla vita di tutti gli esseri umani, in particolare dei più indifesi”. I Vescovi affermano di pregare insieme a tutto il popolo cristiano, alle persone di ae fedi e agli uomini di buona volontà, “affinché coloro che in vari modi hanno promosso l’aborto, possano ripensarci”, nella cartezza che “le famiglie, gli insegnanti, i medici e tutti coloro che servono la vita con dignità mostreranno il loro disprezzo e il loro rifiuto di questa legge di morte”, e faranno valere il diritto umano all’obiezione di coscienza. “Fratelli – concludono -, vi esortiamo a continuare a lavorare a favore della vita, per il benessere integrale della famiglia di Veracruz, a favore di un’educazione sessuale completa e di una salute materna e infantile veramente piena e integrale”.