AMERICA/MESSICO – Il popolo di Hidalgo è a favore della vita: ascoltate i cittadini prima di legiferare!

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Hidalgo – “Con grande preoccupazione e tristezza abbiamo ricevuto la notizia che il Congresso del nostro Stato ha votato, diviso e frettolosamente, su un’iniziativa che disprezza e mette a rischio il diritto umano fondamentale riconosciuto e approvato in tutti i trattati internazionali come diritto universale, soprattutto dei più indifesi. Non è necessario ricordare che, per noi, la vita è un dono di Dio e che tutti i cattolici, come le brave persone, hanno un dovere morale nella difesa della vita umana degli innocenti, dal momento del loro concepimento al loro fine naturale”. Lo scrivono Mons. Domingo Díaz Martínez, Arcivescovo di Tulancingo; Mons. José Hiraís Acosta Beán, Vescovo di Huejutla, e Mons. Juan Pedro Juárez Meléndez, Vescovo di Tula, in una lettera rivolta al popolo dello stato messicano di Hidalgo, al Governatore, al Parlamento, ai fedeli e a tutti gli uomini di buona volontà.
Nel loro messaggio del 1° luglio, pervenuto a Fides, i Vescovi ribdiscono che “il nostro impegno è sempre stato e continuerà ad essere a favore della vita”. Rivolgendoi ai legislatori evidenziano che “una legge che legalizza l’aborto non è una richiesta del popolo di Hidalgo”, e ammoniscono che “sono caduti nella trappola che ai interessi estranei all’identità del nostro popolo e del nostro Stato hanno teso loro”. Quindi ricordano che di fronte alle avversità che molte donne devono affrontare durante la gravidanza, “sono necessarie azioni e istituzioni per proteggerle, prendersi cura di loro e del bambino”, mentre “l’aborto legalizzato distrugge semplicemente una vita e colpisce in modo significativo la madre”.
I Vescovi quindi chiedono “nel modo più rispettoso al governatore dello Stato, di meditare coscienziosamente e profondamente sulle implicazioni che questa decisione legislativa potrebbe generare nel nostro popolo”. “Una risoluzione di questa importanza, che cambia il valore della vita di tutti gli hidalguensi, non può essere legiferata senza ascoltare i cittadini – concludono -. Nelle vostre mani c’è la possibilità di ascoltare tutti i vostri concittadini ed esercitare il vostro diritto di veto in una risoluzione che non è condivisa dalla maggioranza del popolo hidalguense”.