AMERICA/MESSICO – Migranti: le sparizioni forzate non sono un ricordo del passato e dei tempi di dittatura, i nuovi casi aumentano di giorno in giorno

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Yucatan – “Richiamiamo l’attenzione sulla scomparsa di migliaia di migranti nel nostro continente. Ci sono molte rotte e diverse forme di emigrazione irregolare, ma tutte piene di rischi e tra questi, la scomparsa e la morte. In particolare ricordiamo tutti i migranti scomparsi in Messico. Molti sono stati vittime di massacri, ai, forse, sono tra i resti non identificati e, molti, molti di più, sono quelli di cui non c’è traccia”. A denunciare ancora una volta questra tragedia è Red Clamor, la rete ecclesiale latinoamericana e dei Caraibi, in una dichiarazione giunta a Fides, firmata dal suo Presidente, Monsignor Gustavo Rodriguez, Arcivescovo di Yucatan . Per la Giornata internazionale delle vittime delle sparizioni forzate, il Presidente esprime “la sua solidarietà alle vittime delle sparizioni forzate”, e chiede agli Stati “di aumentare gli sforzi per proteggere la popolazione e garantire i suoi diritti”.
Citando la Risoluzione dell’Assemblea generale dell’Onu del 18 dicembre 1992, sulla protezione di tutte le persone dalla sparizione forzata, il comunicato sottolinea che “purtroppo, nel nostro continente americano, le sparizioni forzate non sono una cosa del passato e non erano una realtà solo dei conflitti in tempi di dittatura. Non è stata assicurata verità e giustizia per i casi del passato e, giorno dopo giorno, aumenta il numero dei nuovi casi”. Pertanto “chiediamo ai governanti di tutti i paesi che ricordino alle loro forze armate militari e a tutti i tipi di istituzioni di pubblica sicurezza, che il loro dovere è servire e garantire la sicurezza, non perseguitare, arrestare, far scomparire e uccidere civili”. Allo stesso tempo viene chiesto di investigare, giudicare e condannare i militari e i membri della pubblica sicurezza che siano gli autori o coinvolti nelle sparizioni forzate.
Alle istituzioni di governo dei paesi di origine, di transito e di destinazione, si ricorda che “la verità, la giustizia e la riparazione sono un diritto delle vittime”, che sono tenute ad assicurare con ogni sforzo e senza distinzioni. Infine i cristiani, i cittadini di buona volontà e quanti sono sensibili alle sofferenze degli ultimi, continuino ad essere vicini alle persone che soffrono la scomparsa di un loro caro e si uniscano alla loro lotta per la verità e la giustizia.