AMERICA/NICARAGUA – I Vescovi: “Il Nicaragua sta sanguinando” per la repressione, l’emigrazione, la pandemia, la fame

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Managua – Il Cardinale nicaraguense Leopoldo Brenes, Arcivescovo di Managua, ha affermato domenica scorsa, 4 luglio, che ci sono persone nel Paese che “vogliono togliere le forze alla Chiesa”, in mezzo alla crisi socio-politica locale, acuita da un’ondata di arresti di leader dell’opposizione . “Oggi sentiamo, in tanti momenti, persone che ci attaccano, che attaccano il Papa Francesco, che in un modo o nell’ao vogliono diminuire la forza dalla Chiesa, ci insultano, siamo perseguitati, calunniati, ma tutto ciò cade nel vuoto, in quanto è forte la nostra speranza e fiducia nel Signore” ha detto il Cardinale Brenes durante la messa.
Domenica il Nicaragua ha celebrato la festa del “Sangue di Cristo”, una delle feste più sentite nella devozione popolare. Il Cardinale Brenes ha celebrato due messe: nella Cattedrale di Managua e negli studi dell’emittente televisiva dell’Arcidiocesi. Nell’introduzione alla celebrazione eucaristica ha affermato che “tutto il popolo del Nicaragua è orgoglioso di avere l’immagine del Sangue di Cristo, e non sarà mai distrutta, perché sta dentro il nostro cuore”.
L’anno scorso un attentato incendiario devastò il 31 luglio 2020 una cappella della Cattedrale di Managua, danneggiando gravemente il cosiddetto “Sangue di Cristo”, prezioso crocifisso ligneo, risalente a 382 anni fa. L’atto sacrilego si aggiunse ad ai atti di vandalismo perpetrati nei giorni precedenti contro le chiese cattoliche in ae città del Paese. Tali fatti – si sottolineò nel testo dell’Arcidiocesi di Managua – “rappresentano una grave persecuzione contro la Chiesa cattolica, i suoi Pastori e tutti i fedeli, in contraddizione con la libertà religiosa garantita dalla nostra Costituzione” .
Come riportato dalla stampa internazionale, il Nicaragua vive in questo periodo un’ondata di arresti per questioni politiche, che finora ha colpito solo i leader dell’opposizione. Quanti si identificano come sostenitori del presidente Daniel Ortega hanno pubblicamente insistito sul fatto che anche i Vescovi possono essere arrestati.
“Viviamo in mezzo alle difficoltà, agli insulti, alle privazioni, alle persecuzioni, alle calunnie” ha ribadito il Cardinale Arcivescovo di Managua. “Abbiamo difficoltà, abbiamo grossi problemi, abbiamo i problemi della pandemia che ci angosciano, abbiamo i nostri problemi politici, sociali, economici, famiglie che soffrono perché molti dei loro parenti sono privati della libertà” ha aggiunto, facendo riferimento ai prigionieri politici.
Anche il Vescovo di Matagalpa, Mons. Rolando Álvarez, durante l’omelia di domenica scorsa ha sottolineato la sofferenza che i nicaraguensi sperimentano a causa della repressione operata dallo Stato, nonché per le migrazioni forzate, le carcerazioni arbitrarie, la pandemia, la disoccupazione, la mancanza di cibo e l’ingiustizia, come segnala la nota pervenuta a Fides.
“La nostra mente e il nostro cuore pensano e pregano, per le migliaia di migranti forzati, che soprattutto in queste ultime settimane cercano un orizzonte migliore e lasciano la loro terra rischiando la vita per trovare ciò che il nostro bel Paese non ha offerto loro” ha detto il Vescovo, aggiungendo che “intere famiglie attraversano il deserto delle migrazioni in carovane di dolore che spezzano il cuore”. Il Presule ha anche avvertito che “il Nicaragua sta sanguinando per la sofferenza di quanti sono privati della libertà, per le famiglie disgregate dalle migrazioni forzate, per il dolore dei malati a causa della pandemia, per la povertà estrema”.
Tuttavia Mons. Álvarez ha esortato i nicaraguensi a non cadere nella disperazione e nel pessimismo: “Dobbiamo continuare a desiderare e a lavorare per un nuovo Nicaragua, una nuova nazione, per uno Stato moderno, funzionale e pluralista, un paese dove tutti possiamo vivere, senza disprezzo o esclusioni, dove ci sia il rispetto e possiamo lavorare in condizioni di parità sociale e politica. Condizioni che auspichiamo e di cui abbiamo necessità che vengano dalle prossime elezioni, pari condizioni che diano validità alle elezioni” ha concluso Álvarez.
I rapporti tra la Chiesa cattolica e il Presidente Ortega, che non sono mai stati stretti, si sono interrotti nel luglio 2018, quando il Presidente nicaraguense ha accusato i Vescovi di aver pianificato un presunto “golpe”, come definì le manifestazioni antigovernative di quell’anno, che furono represse con attacchi armati che provocarono centinaia di morti, imprigionati o dispersi . I recenti arresti dei leader dell’opposizione avvengono a poco più di quattro mesi dalle elezioni del 7 novembre, in cui Ortega cerca di prolungare il mandato iniziato nel 2007.