AMERICA/PERU’ – L’arcivescovo di Arequipa: “o usciamo insieme dalla crisi o non usciamo”

 46 total views,  1 views today

Arequipa – “Il bicentenario della nostra indipendenza nazionale ci trova in una crisi multidimensionale, forse la più grave della nostra vita repubblicana. La crisi sanitaria portata all’estremo dalla pandemia di COVID-19 e la crisi economica da essa provocata, si aggiungono a quella crisi politica e sociale che stiamo attraversando da diversi anni e che sembra non avere quando finire. Il candidato Pedro Castillo ha raggiunto la presidenza della Repubblica con poco più di 40.000 voti di differenza rispetto al candidato Keiko Fujimori. Il Perù era già diviso e, purtroppo, la nomina del nuovo gabinetto ministeriale non ha suscitato speranze di unità nazionale”, a scrivere questa descrizione della situazione peruviana è Mons. Javier Del Río Alba, Arcivescovo de Arequipa.
Mons. Del Río Alba, ricorda le parole di Papa Francesco riguardo alle crisi: “Ogni crisi ci pone dinanzi a due strade: quella del ripiegarsi su se stessi nel perseguimento dei propri interessi e quella dell’aprirsi agli ai con i rischi che questo comporta ma anche con i frutti che può dare” . La grande sfida per il Perù di oggi è aprirsi “agli ai”, nella ricerca di un progetto comune per il Paese che, nonostante abbia 200 anni di vita repubblicana, è ancora in costruzione. E di fronte a questa sfida, che è allo stesso tempo una grande opportunità presentata dal bicentenario, la società civile può avere un ruolo storico nella misura in cui, non trascinandosi dalla polarizzazione in cui ci vogliono tenere certi gruppi di potere, scegliere di abbattere muri attraverso la carità politica e costruire ponti di amicizia sociale. Occorre farlo e pretendere che lo facciano anche le autorità invece di continuare a prendere le distanze in sterili confronti basati su ideologie o interessi personali che finiscono per nuocere alle persone, sottolinea l’arcivescovo di Arequipa.
La nota inviata a Fides continua con l’invito del arcivescovo: “Per questo è essenziale che i cittadini si assumano una maggiore responsabilità politica, che comprenda non solo quel partito ma anche ae forme di partecipazione attiva alla vita della polis, cooperando, ciascuno a partire dalla situazione in cui si trova, alla costruzione di una società più giusta e fraterna”.
“Noi peruviani siamo chiamati a uscire meglio dalla crisi in cui ci troviamo e lo faremo nella misura in cui lavoriamo insieme, perché come dice anche Francesco: “o usciamo insieme o non usciamo”. Il cammino è il dialogo a tutti i livelli, l’integrazione di quegli ampi settori della popolazione nazionale che finora sono stati emarginati, l’apprezzamento per la diversità che integra, la ricerca congiunta dello sviluppo umano integrale di ciascuno dei peruviani”.