AMERICA/PERU’ – “Non basta un dialogo con le promesse, servono gesti e azioni” precisa Mons. Cabrejos sui conflitti sociali

Lima – Il Presidente della Conferenza Episcopale Peruviana , Mons. Miguel Cabrejos, Arcivescovo di Trujillo, ha rilasciato un’intervista alla stampa locale sul ruolo della Chiesa come intermediaria nel conflitto sociale di Las Bambas. Nelle sue dichiarazioni Mons. Cabrejos afferma molto chiaramente che “non basta solo l’accordo di un dialogo fra le parti, ma serve la fiducia che deve esserci dopo aver visto realizzati piccoli gesti e azioni da entrambe le parti” .
Come informa la nota inviata a Fides, giovedì 11 aprile, Mons. Cabrejos ha moderato il tavolo di dialogo fra le tre parti: il governo, i rappresentanti delle comunità e l’impresa mineraria di Las Bambas. In questa occasione, racconta Mons. Cabrejos, “il dialogo si è svolto senza violenze e in modo sereno, ma i ‘comuneros’ hanno segnalato che tempo addietro c’erano stati degli scontri violenti, con morti e feriti”. “Credo che, come hanno detto i partecipanti al tavolo, la calma e la non violenza sono frutto del dialogo, della buona disposizione di tutti, ecco perché hanno chiesto la presenza della Chiesa, della CEP, a Challhuahuacho. E noi siamo andati sul posto, e abbiamo partecipato a più incontri fino a concordare un piano, con piccoli accordi da adempiere”.
“Le comunità hanno raccontato la delusione e la mancata realizzazione delle promesse fatte dal governo precedente; ecco il perché delle proteste… non si fidano dello Stato perché hanno insediato molti tavoli di dialogo che poi sono rimasti sulla carta. Per questo hanno chiesto la presenza della Chiesa. Il modo per riguadagnare fiducia è di stabilire piccoli incontri, non solo per il dialogo, ma per risolvere i problemi. Se si procede così, ne trarrà giovamento non solo Las Bambas ma anche altri conflitti” precisa l’Arcivescovo.
“Questa volta ho visto grande disponibilità del governo, della compagnia mineraria e dei comuneros – prosegue il presidente della Conferenza episcopale -. Tutti devono dare qualcosa. Devono imparare a cambiare il loro modo di affrontare il problema. L’azienda deve operare per lo sfruttamento minerario in un altro modo; il governo, come stato, come padre di una nazione, deve vigilare sugli interessi della popolazione, per l’adempimento degli accordi con le grandi compagnie; i comuneros devono cambiare, almeno hanno fatto il primo passo, di accoglierci senza violenza”.
Per concludere, Mons. Cabrejos racconta un’esperienza personale: “Sono stato a Conga, Espinar, Quillabamba, questo è il quarto conflitto a cui partecipo. Le comunità erano lì da secoli, come la Chiesa, ma i governi no, perché uno viene e poi ne arriva un altro. Non esiste una politica statale permanente. La storia sembra che si ripeta. Allora chiedo: perché non sviluppare una politica statale permanente di ascolto, di risoluzione dei conflitti?”.

da: www.fides.org
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