AMERICA/STATI UNITI – Il nuovo quesito sulla cittadinanza nel prossimo censimento: per quali motivi?

Washington – “Approviamo la decisione della Corte Suprema della scorsa settimana che l’introduzione di una domanda sulla cittadinanza deve garantire reali ragioni per tale inclusione. Riaffermiamo che tutte le persone negli Stati Uniti dovrebbero essere conteggiate nel censimento, indipendentemente dal loro status di immigrazione, e ribadiamo nuovamente il nostro giudizio sul fatto che le domande riguardanti la cittadinanza non dovrebbero essere incluse nel censimento. Speriamo che questa visione prevarrà, sia attraverso l’azione amministrativa che la determinazione giudiziaria”. E’ il testo della dichiarazione, inviata a Fides, del Vescovo della diocesi di Venice, Florida, Mons. Frank Dewane, Presidente del Comitato per la Giustizia e lo Sviluppo Umano della Conferenza episcopale , e del Vescovo di Austin, Texas, Mons. Joe Vásquez, Presidente del Comitato per le Migrazioni.
I Vescovi commentano la decisione della scorsa settimana da parte del Tribunale degli Stati Uniti presso il Dipartimento del Commercio di New York, sull’importanza di garantire un conteggio accurato della popolazione degli Stati Uniti per il prossimo censimento. Già nei mesi scorsi l’amministrazione Trump aveva deciso di incorporare una domanda sulla cittadinanza, con lo scopo di individuare le comunità di immigrati e di latini. Nel sito ufficiale del governo si legge che “Il censimento può dare forma a molti aspetti diversi della tua comunità” e si citano ospedali, vigili del fuoco, scuole, strade e autostrade. “Ogni anno i risultati aiutano a determinare in che modo oltre 675 miliardi di dollari di fondi federali vengono distribuiti a stati e comunità. È inoltre stabilito dalla Costituzione: gli Stati Uniti contano la propria popolazione ogni 10 anni dal 1790″.
La nuova disposizione appare contrastare con il primo scopo del censimento: contare in maniera precisa tutta la popolazione residente negli Stati Uniti. Inserire la domanda sulla cittadinanza non solo esclude gruppi di migranti o di residenti senza cittadinanza, ma alla fine può arrivare a fornire dati completamente sbagliati ma che sono decisivi per l’assegnazione dei fondi per la sanità, la pubblica istruzione e altri programmi sociali, che dipendono dai risultati del censimento. Si può arrivare addirittura a distorcere il numero dei deputati al Congresso, che si scelgono in base alla popolazione di uno stato.

da: www.fides.org
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