AMERICA/STATI UNITI – Solidarietà dei Vescovi al popolo cubano: i nostri paesi crescano nell’amicizia, nella giustizia e nella pace

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Washington – “Mentre continuano le proteste a Cuba e tra la diaspora negli Stati Uniti, vorremmo esprimere la nostra solidarietà, come quella dei nostri fratelli Vescovi negli Stati Uniti, ai nostri fratelli nell’Episcopato cubano, e a tutti gli uomini e le donne di buona volontà a Cuba. Come hanno dichiarato i Vescovi cubani nel loro comunicato del 12 luglio, ‘una soluzione favorevole non si raggiungerà con imposizioni, né invocando il confronto, ma attraverso l’ascolto reciproco, dove si cercano accordi comuni e si fanno passi concreti e tangibili che contribuiscono, con il contributo di tutti i cubani, senza eccezione, all’edificazione della Patria’”. Questa la dichiarazione firmata dall’Arcivescovo José H. Gomez di Los Angeles, Presidente della Conferenza dei Vescovi cattolici degli Stati Uniti , e dal Vescovo David J. Malloy di Rockford, Presidente del Comitato per la giustizia e la pace internazionale dell’USCCB, in merito agli ultimi eventi di Cuba.
Il testo, inviato a Fides, prosegue: “Nello stesso spirito dei Vescovi cubani, esortiamo gli Stati Uniti a cercare la pace che deriva dalla riconciliazione e dalla concordia tra i nostri Paesi. Per decenni, la Conferenza episcopale degli Stati Uniti, in collaborazione con la Santa Sede e i Vescovi cubani, ha chiesto un forte impegno culturale e commerciale tra gli Stati Uniti e Cuba come mezzo per aiutare l’isola a raggiungere una maggiore prosperità e trasformazione sociale. Preghiamo che Nostra Signora della Carità del Cobre, nostra madre, vegli sui suoi figli a Cuba e che, insieme, i nostri Paesi possano crescere nell’amicizia, nell’interesse della giustizia e della pace”.
I Vescovi statunitensi sono sempre stati vicini al popolo cubano, anche esprimendo il loro dissenso su alcune azioni intraprese dalle autorità USA, come nel gennaio scorso: “In qualità di Presidente della Commissione per la giustizia e la pace internazionale dell’USCCB, vorrei esprimere il mio profondo disaccordo con la decisione del Segretario Pompeo di aggiungere Cuba all’elenco degli stati sponsor del terrorismo” .
Il comunicato dei Vescovi arriva in un momento molto delicato per Cuba, dove la situazione sanitaria si aggrava: il numero dei contagi di coronavirus pro capite a Cuba è il più alto di tutta l’America Latina. L’isola, che ha una popolazione di 11 milioni di abitanti, la scorsa settimana ha riportato quasi quattromila casi. Ci sono stati 61 decessi nelle ultime 24 ore, per un totale di 288.392 diagnosi positive e 1.966 decessi da quando sono stati registrati i primi casi di malattia nel marzo 2020, secondo il Ministero della Salute Pubblica . Si tratta di un dato nove volte più alto rispetto alla media mondiale. L’aumento dei contagi coincide con un sistema sanitario precario, ulteriormente sotto pressione per le proteste antigovernative esplose recentemente nel Paese.
Dai media internazionali si apprende che il Presidente Usa Joe Biden ha chiesto al Dipartimento di Stato di rivedere la politica delle rimesse dagli Stati Uniti, per garantire che il denaro che i cubani americani mandano a casa arrivi direttamente alle loro famiglie, senza i tagli disposti dal regime, oe ad esprimere la volontà di lavorare con le organizzazioni internazionali per aumentare l’assistenza umanitaria a Cuba.