Antonio Alamanni – Rido, canto, trionfo, e godo assai

Rido, canto, trionfo, e godo assai,
Son nello stato fitto insino al petto;
ma io più della penna mi diletto,
Benche sei mesi son mi dilettai:
E la camera in modo rassettai,
Che ogni schermidor vi giuoca netto:
La sala ho pien di legne infino al tetto,
E questo verno mai non mi scaldai.
Sò ch’io non hò di nulla carestia,
E s’io vò al banco, e dico. Io ho bisogno
Di danari, ei mi crede tuttavia.
Settanta, e otto, e diciassette il cogno,
E scritto l’ho per Alfabeto sia;
E sempre alzato il giorno, e notte sogno;
Credimi non menzogno:
E son si scusso, & tanto macinato,
Ch’io temo non mangiar pan disperato.