ASIA/INDIA – Leader cattolici: “La politica istiga all’odio religioso, la violenza è orchestrata”

 5 total views,  1 views today

New Delhi – “Le violenze in 13 luoghi negli stati del nord dell’India non sono né casuali né opera di elementi isolati. Sono un’opera sistematicamente orchestrata e sincronizzata per intimidire la comunità cristiana, in particolare contro le piccole comunità vulnerabili e isolate, in stati indiani noti per tale violenza mirata”. Lo dice all’Agenzia Fides lo scrittore e giornalista cattolico John Dayal, ex presidente dell’All India Catholic Union, commentando il “giorno nero” del 3 ottobre, in cui si sono registrate 13 aggressioni contro le comunità cristiane. Secondo Dayal, “la violenza segue le minacce pubblicamente espresse da elementi di gruppi estremisti, come il Sangh Parivar, che chiedono di privare le comunità cristiane e musulmane indiane, dei loro diritti di cittadinanza”.
Nota Dayal: “La situazione è preoccupante perché autorità politiche di alto livello come ministri federali e statali, membri del Bharatiya Janata Party , partito al governo federale, incitano apertamente alla violenza e insegnano a considerare nemici dello stato agricoltori, adivasi , dalit e minoranze religiose”. “Questa è una situazione allarmante che minaccia lo stato di diritto, la democrazia, la libertà di espressione e la libertà di religione e di credo” mette in guardia Dayal.
Aggiunge A.C. Michael, laico cattolico, Coordinatore nazionale dello “United Christian Forum” ed ex membro della Commissione per le minoranze di Delhi, che ha dichiarato: “La politica in India ha avuto uno scadimento generale. I nostri politici pronunciano parole e frasi che feriscono i sentimenti delle persone o creano divisioni e discriminazioni. Penso che sia dovere e responsabilità delle persone elette amministrare il governo del Paese, dare priorità all’armonia nazionale e pronunciare parole che uniscono piuttosto che creare odio nella società”.
A. C. Michael si sofferma, in particolare sull’episodio di Roorkee, nell’Uttarakhand, dove circa 500 estremisti hanno fatto irruzione in una sala dove erano radunati 15 fedeli per la preghiera domenicale, aggredendo e ferendo i cristiani, uno dei quali è in ospedale in condizioni critiche: “Questo è il risultato di dichiarazioni irresponsabili di alcuni individui e gruppi politici e sociali che istigano all’odio religioso. Vi sono organizzazioni che sembrano fornire piattaforme ideologiche alla violenza” rileva. “Queste persone diffondono una propaganda infondata e non veritiera, secondo cui i cristiani operano conversioni religiose attraverso mezzi fraudolenti, accuse più volte sementite dai tribunali. Vorrei far notare che fino ad oggi nessun tribunale ha mai riconosciuto colpevole un cristiano per aver convertito qualcuno con mezzi fraudolenti”, conclude Michael.
I cristiani in India rappresentano il 2,3 per cento su circa 1,3 miliardi di abitanti, in larga maggioranza indù.