ASIA/INDIA – Nella Giornata nazionale della giustizia, si ricorda il gesuita p. Stan Swamy

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New Delhi – Nel celebrare la “Giornata nazionale della giustizia”, il 28 luglio, cittadini indiani di religione cristiana e di ae comunità di fede hanno ricordato e reso un grande tributo a p. Stan Swamy, il Gesuita, difensore dei tribali arrestato nell’ottobre 2020 con false accuse di “sedizione” e morto il 5 luglio scorso in stato di detezione, in attesa di processo, in un ospedale di Mumbai, nell’India occidentale. Il gesuita trascorse più di 35 anni operando per la giustizia e il benessere dei tribali nel Jharkhand, nell’India orientale.
L’invito a celebrare la “Giornata nazionale della giustizia” è partito da padre Stanislaus D’Souza SJ, presidente della Conferenza dei Gesuiti dell’Asia meridionale, ed è stato esteso a organizzazioni della società civile. “Occorre rendere profondo rispetto a p. Stan Swamy e portare avanti la sua eredità. La sua morte non è una fine ma un “momento di risveglio nel cammino per affermare la nostra fede nella Costituzione del nostro Paese”, rimarca p. D’Souza in una nota inviata all’Agenzia Fides.
Secondo il gesuita, “Padre Swamy si erge oggi come un’icona di giustizia per gli emarginati. Alla sua morte, è risorto nel cuore di molti come una figura cui ispirarsi. Attraverso il suo accompagnamento permanente degli Adivasi, dei Dalit e delle comunità emarginate, e con il suo martirio, ci ha dato un nuovo mandato etico per essere compassionevoli, per essere la voce dei senza voce e dei difensori dei diritti umani, dicendo la verità al potere”.
La Giornata è stata celebrata in diverse diocesi della nazione. A seguito delle norme di prevenzione del Covid-19, diversi laici, sacerdoti e suore hanno partecipato a una marcia silenziosa con le candele, organizzata nello Stato di Madya Pradesh per protestare contro l’ingiustizia subita da padre Swamy.
“I Gesuiti in tutto il paese, insieme ai loro collaboratori, hanno celebrato la “Giornata nazionale della giustizia” con lo “stand with Stan”, chiedendo giustizia ed estendendo la loro solidarietà a quei prigionieri innocenti sotto processo o arrestati senza alcuna colpa”, racconta a Fides p. Vinod Sushil Soreng, gesuita, professore di filosofia.
La Giornata nazionale della giustizia “deve mantenere vivo nei nostri cuori il desiderio di lavorare per i poveri e gli emarginati”, ha affermato il Cardinale Oswald Gracias, Arcivescovo metropolita di Bombay e Presidente della Conferenza episcopale indiana, che ha accolto con favore la proposta dei Gesuiti.
Nella giornata si è reso un grande tributo a Padre Swamy, 84 anni, che ha trascorso 38 giorni in ospedale portatovi dal carcere di Taloja, e malato di Covid. È stato arrestato l’8 ottobre dello scorso anno dalla National Investigation Agency , la task force antiterrorismo dell’India, dalla sua residenza a Ranchi, capitale dello stato indiano orientale del Jharkhand, per presunte attività terroristiche. Le sue condizioni di salute sono velocemente peggiorate in carcere, ha poi contratto il Covid-19, il suo fisico già anziano e debilitato si è indebolito e, dopo il ricovero, è deceduto il 5 luglio.