ASIA/INDIA – Scarseggia il cibo per i poveri: allarme di un Gesuita per la sicurezza alimentare

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New Delhi – È una patente ingiustizia il fatto che i poveri non abbiano cibo in India, nonostante la nazione ne abbia in abbondanza: lo afferma il gesuita indiano p. Irudhaya Jothi SJ, studioso e promotore del diritto all’alimentazione, analizzando la situazione della sicurezza alimentare nella nazione e toccando il tema della protesta dei contadini.
Rileva il gesuita a Fides: “L’India si trova al 101° posto su 116 paesi nel Global Hunger Index 2021. Eppure è una terra di abbondanza. Per le riserve di cibo, disponiamo molto di più di quello che ci serve per soddisfare la fame di tutti e tutti potrebbero essere sfamati nel Paese”. Tuttavia, osserva, “in India il cibo non è distribuito proporzionalmente. Il paradosso è che il governo sta progettando di inviare cereali alimentari per produrre etanolo perché vi sono troppi cereali alimentari. Ma allora il governo dovrebbe dare priorità alle persone che mancano di cibo e soffrono la fame”, afferma p. Jothi, che è anche assistente sociale.
“L’India è in condizioni pietose in termini di distribuzione del cibo, a causa di politiche sbagliate. Il paese è nelle mani di grandi aziende multinazionali. E le politiche adottata dal governo non sono in favore dei poveri. E’ una situazione scioccante e preoccupante” nota.
Il governo, prosegue, non dovrebbe scendere a compromessi quando si tratta di fame. “Ci stiamo proiettando come uno dei Paesi splendenti e progrediti di tutto il mondo, mentre milioni di persone mancano di cibo”, rileva il sacerdote, notando la contraddizione.
Come rilevano dati e studi recente, la pandemia di Covid-19 ha peggiorato lo scenario della fame in India e in ae parti dei paesi in via di sviluppo. “Il Movimento per il diritto all’alimentazione ha condotto l’indagine sulla fame in molti stati dell’India. I risultati di questo sondaggio sono stati presentati al governo, ma questo non vi presta attenzione”, afferma padre Jothi, raccontando di famiglie, da lui conosciute personalmente, che soffrono la fame.
“La fame delle persone è una cosa seria in India. Questo è ciò che dice Global Hunger Index 2021. Occorre fare pressioni sul governo affinché corregga l’agenda di sostegno alle grandi imprese, impegnadosi il bene dei poveri. Chiediamo che il governo distribuisca immediatamente i cereali ai poveri. È una appello urgente”, dice.
P. Jothi ha esposto il suo allarme anche in occasione della “Giornata Mondiale dell’Alimentazione” celebrata il 16 ottobre, in cui molte organizzazioni internazionali hanno puntato il focus sui temi della povertà e della fame. Secondo le statistiche sulla fame nel mondo, 785 milioni di persone in tutto il mondo non hanno cibo per sostenere una vita sana. La maggior parte di costoro vive nei paesi in via di sviluppo.
La Giornata dell’Alimentazione in India si è incrociata con la protesta degli agricoltori, la più duratura della storia dell’India, lanciata il 26 novembre 2020 a New Delhi e ancora in corso. Dopo il fallimento degli iniziali tavoli negoziali, il governo indiano si è rifiutato di ascoltare le rivendicazioni degli agricoltori.
“Le leggi anti-contadini devono essere abrogate per proteggere l’agricoltura indiana e milioni di contadini poveri da una completa acquisizione da parte delle grandi aziende”, ha detto Rakesh Tikait, leader del Bharatiya Kisan Union, uno dei principali sindacati del settore.
Nel settembre 2020 il Parlamento indiano ha approvato passato una riforma agricola globale attraverso tre distinte leggi, consegna il settore alle grandi aziende internazionali dell’agroalimentare. Gli agricoltori indiani e numerosi analisti e Ong vedono il forte rischio di implementare un sistema che porterà a un ulteriore impoverimento dei contadini.
(Agenzia Fides 20/10/2021