ASIA/INDONESIA – Il Presidente della Conferenza episcopale: "No a corruzione e violenza, sì alla buona politica"

Giacarta – “Bisogna distinguere tra buona politica, nel senso alto del termine, e contesa elettorale. In Indonesia la buona politica è offuscata a causa della corruzione dilagante che coinvolge politici, ufficiali, funzionari civili, corpi governativi. Non avendo più la coscienza morale, la popolazione ha perso fiducia in loro”, lo dice all’Agenzia Fides Mons. Ignatius Suharyo, Arcivescovo di Giacarta e Presidente della Conferenza episcopale dell’Indonesia, alla vigilia delle elezioni che si terranno il 17 aprile, mentre sui mass media è acceso il dibattito tra diverse fazioni, nel culmine della campagna elettorale.
“Buona politica – ricorda l’Arcivescovo- significa gareggiare lealmente e gestire il potere in modo onesto e trasparente a beneficio di tutto i cittadini. Quando sono comuni e diffuse cattive pratiche, di violenza e corrusione, si verifica una generale crisi morale. I cittadini non sanno più distinguere il bene e il male. Senza una guida morale, le persone non possono esercitare una buona vita sociale”.
“In questa situazione, la Chiesa dovrebbe incoraggiare i laici cattolici, animati dai valori della buona politica, a coinvolgersi nelle struttura di governo. In tale senso, il coinvolgimento dei cattolici in politica dovrebbe essere praticato anche oggigiorno”, rileva, notando la presenza di 151 candidati cattolici nelle liste elettorali.
La politica può e deve anche essere animata da un “sano nazionalismo”, spiega, intendendo quel temine in senso “inclusivo”, come tutela della nazione, piuttosto che da una ideologia nazionalista che vuole perfino sfruttare il fanatismo religioso per conquistare il potere, a scapito delle minoranze religiose.
La nazione, spiega, appartiene a tutti i cittadini, qualsiasi religione professino: mons. Suharyo cita a tal proposito “l’icona missionaria” del Gesuita olandese Franciscus Georgius Josephus van Lith SJ , primo missionario in Indonesia, il quale, vivendo a Giava, nel 1922 non esitò a sostenere i giavanesi nel confronto esploso contro i governanti olandesi, colonizzatori dell’arcipelago. Lo stesso spirito, ricorda , si ritrova in mons. Albertus Soegijapranata SJ, il primo Vescovo indonesiano nativo, che ha guidato l’Arcidiocesi di Semarang.
In Indonesia, intanto il clima politico si è surriscaldato e, alla viglia delle elezioni, l’ex generale Prabowo Subianto, avversario del Presidente indonesiano uscente Joko Widodo, negli ultimi comizi ha apertamente sollecitato a contestare il risultato del voto , invitando a sollevazioni e rivolte popolari all’indomani delle votazioni. Appello, questo giudicato grave e irresponsabile da diversi osservatori, perchè potrebbe essere foriero di esplosioni di violenza genralizzata.

da: www.fides.org
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